Se si dovessero veramente tenere in considerazione paesaggio, divertimento e cucina nella loro eccellenza e in un’unica località, a pochi non verrebbe in mente la realtà isolana della Sardegna culinaria. Questa, conosciuta per le sue riserve naturali e tradizioni, custodisce una cucina dal cuore ricco e antico, che affonda le proprie origini nell’antica cultura dei pastori e contadini dei borghi. Gli intrecci culturali che la Sardegna ha vissuto, ha portato alla realizzazione di una gastronomia saporita e che rievoca la realtà rurale del territorio, con i suoi pescatori ma anche con i suoi agricoltori.

Tra le ricette più apprezzate dai turisti e, soprattutto, dagli sposini che vogliono godersi la loro sentimentalità all’insegna della sensualità e della passione, ci sono: le saporitissime Ispinadas, che in passato davano nutrimento ai pastori che trascorrevano parecchio tempo a pascolare il gregge; L’agnello con i carciofi, che solitamente viene servito durante il periodo pasquale; i Mungetas, ovvero le lumache monachelle presenti nella cultura alimentare dei sardi dai tempi del Neolitico; e soprattutto il porcetto. Traveldesign offre l’opportunità di sperimentare il proprio viaggio di nozze all’interno del menù sardo, in considerazione della sua varietà di sapori e di costumi locali.

La tradizione del porcetto sardo

Tra i piatti più annoverati in Sardegna, si classifica il porcetto, la cui diffusione presso i turisti in realtà risale agli anni ‘50. Questo rappresenta il piatto delle occasioni speciali, che si può portare in tavola per la Pasqua o per qualche festeggiamento in famiglia, come per esempio in occasione di un matrimonio. Questa tradizione più recente, è nata dal fatto che non tutti potevano permettersi l’opportunità di gustare una carne raffinata come quella dei maialini piccoli, dato che in età adulta un maiale poteva dare un grande sostentamento alimentare ad una famiglia o essere una risorsa economica non indifferente in caso di vendita. Oggi il piatto ha abbandonato il suo ruolo elitario e si è assicurato il ruolo di bandiera regionale della tradizione sarda in tutto il mondo.

La preparazione

Per preparare questa prelibatezza, indispensabile è il maialino da latte di un peso pari ai 6-7kg, non una scelta del tutto vegetariana diremmo. La preparazione e la cottura è uguale per tutte le provincie della regione e prevede una pulitura perfetta del maialino, un taglio longitudinale con l’ausilio di uno spiedo e una cottura indiretta. Chi prepara questo piatto deve possedere un’eccellente manualità, perché si può facilmente incorrere nell’errore di non trasformare la pelle in una croccante cotenna e di non rendere la carne interna nella sua tenerezza.