L’uomo che non seppe eternamente amare.

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S‘addormenterà dolcemente sul seno tuo. Gli carezzerai delicatamente la fronte ampia, un poco sudata. Intreccerai armoniosamente le dita tue fra riccioli suoi di seta. Sorriderai, osservandolo amorevolmente. Gl’occhi suoi son cioccolato fondente. Scuri, profondi, vivi. Scorgeran la scia lucente dell’anima tua, come si scorge la scia lucente d’una stella che cade, in una qualunque, cupa, notte: catturati. Guarderan il sorriso tuo, come si guardan i petali salvi di fiori paralizzati dal gelo: meravigliati. Contempleran il cuore tuo, come si contempla l’alba, dop’aver sopportato infiniti tramonti: estasiati. T’osserveran, come s’osservan le cose rare e belle: innamorati.

Tu, in quegl’occhi, ti tufferai. C’annegherai.

La bocca sua è soffice pane, vellutato germoglio. Carnosa, morbida, delicata. Le labbra sue dolci ti sussurreran poesie d’amore e la fronte, la bocca, la schiena, ti baceranno. I denti suoi candidi ti masticheranno e le guance, le scapole, i fianchi, ti morderanno. Poi, com’un cane, le ferite, lui ti leccherà. Tu, da quella bocca, ti lascerai azzannare. Ti lascerai dilaniare. Com’una tagliola, il cuore, dal petto, lui ti strapperà. Le mani sue son radici d’ulivo. Eleganti, sinuose, affusolate. Forti, solide, ferme. Le dita sue tesseran i capelli tuoi, come si tesson fili d’oro zecchino: lentamente, per non sciuparne nemmen uno soltanto. Sfioreran la pelle tua, come si sfiora, d’un papavero, il petalo: lievemente, per non farlo crollare. Stringeran le mani tue, come stringe, un bimbo, d’un palloncino, il filo sottile: disperatamente, per non farselo, dal vento, strappare via.

Tu, in quella stretta, soffocherai. In quelle mani, tu morirai.

Deliziosamente, sfiorerai la levigata pelle sua ambrata. Lo bacerai dolcemente sulla fronte, sulla punta del naso, sulle guance e sulle labbra. Lascerai scivolare lentamente le mani tue piccole sul taurino suo collo, sulle spalle sue potenti, sui muscoli e sulle vene delle braccia sue forti. Poggerai le labbra tue delicate sulle mani sue e, in quelle mani, t’accascerai, piangerai, scomparirai. Riempirai di baci caldi la sua schiena, il suo petto, la sua pancia e, premurosamente, soffermerai le labbra e le dita tue leggere su ogni sua cicatrice, su ogni ferita sua aperta.

Trofei di guerra. Trofei di vita.

Poserai tristemente la minuta punta d’un dito sul ricordo d’un piercing strappatosi via dal sopracciglio suo destro. Un regalo tuo d’amore. Carezzerai, col dorso della mano tua gentile, l’occhio suo sinistro, livido tra la pupilla e le lacrime. Traccerai teneramente ‘l perimetro d’un’aquila, libera, ad ali spiegate, sul suo zigomo sinistro. Bacerai ‘l fuoco d’una sigaretta spenta sul petto suo. Carezzerai, com’una madre fa, i segni delle rovinose cadute, in bicicletta, da bambino, sulle braccia e sulle ginocchia. Poserai un bacio cauto sul giullare intriso di geniale follia, impazzito tra la Luna e ‘l Sole, tra ‘l nero e ‘l bianco, tra ‘l male e ‘l bene, tatuato nella carne della spalla sua destra.

Con le dita tue sottili delineerai le smagliature, graffi di tigre, su i fianchi suoi.

Con infinito amore, lo guarderai e gli donerai tutto ciò che hai, tutto ciò che sei. Un libro, tu sarai per lui. T’amerà, come s’ama un libro. Ti toccherà, come si tocca un libro. Carezzerà soavemente le pagine tue, odorerà ‘l profumo del tuo inchiostro e della tua polvere, sfoglierà la tua essenza lentamente, assorbirà ogni tua parola e, quando t’avrà finita e sfinita, ti chiuderà nuovamente, ti lascerà con le pagine sgualcite, sciupate, strappate, ad ammuffirti s’una libreria, in fila, accanto a tutti gl’altri libri. T’avrà amata, certo, ma gl’è stato amputato ‘l cuore e non t’amerà sempre e non per sempre. Più volte t’allontanerà, s’allontanerà e più volte tornerà. Piangerà nel seno tuo, nell’incavo del collo tuo profumato, nelle mani tue tremanti.

Ti bacerà e ti coccolerà tutta. Un giorno, Regina sarai per lui.

Un altro giorno, per lui, solo fango rimarrai. Eppur, tu ancor deciderai di prenderti cura di lui. Di prenderti cura di lui davvero, di prenderti cura di lui sempre e per sempre e deciderai d’amarlo ancor, d’amarlo davvero, d’amarlo sempre e per sempre. Nonostante tutto e nonostante lui, lo curerai e l’amerai, anche, e soprattutto, quando più sarà difficile. Com’un puledro sdomo, lui sarà. Non si fiderà di te, non subito e non sempre. T’osserverà, ti scruterà, studierà ogni tua mossa, s’avvicinerà, poi, ma basterà anch’un sol passo falso per farlo spaventare e, com’uno stallone imbizzarrito, scapperà, scalcerà, s’impennerà. Sta’ attenta con lui. Carezzagli ‘l muso, galoppate insieme, fidati di lui, ma sii cauta: ha zoccoli d’acciaio, muscoli potenti e ‘l cuore sensibile.

Non arrabbiarti mai, con lui. Perdonalo sempre.

Anche se, a volte, ti tratterà male, anche se, a volte, ti tradirà, se l’amerai davvero, ogni volta lo perdonerai. L’ascolterai sempre. Gli piacerà infinitamente parlare. Ti parlerà di sé, di arte, di letteratura. Ti parlerà di tutto. Di tanto in tanto, avrà fasi paranoiche. Ti parlerà fissandosi su d’una stessa cosa per qualche giorno, molto intensamente e tu lo lascerai fare, parlerai con lui, risolverete insieme i dubbi, districherete tutt’i pensieri. L’ascolterai sempre e sempre parlerai con lui. Anche quand’esagererà, anche quando non ne potrai più d’ascoltarlo, anche quando vorrai parlare un po’ anche tu, tu sempre l’ascolterai. Starai sempr’attenta a lui. Starai sempr’attenta alla Luna che cambierà: depressione ed euforia.

Starai sempr’attenta a stargli vicino, pur mantenendo gli spazi di cui avrà bisogno.

Starai sempr’attenta ad esserci, per lui, ogni volta ch’avrà bisogno di te. Spesso lo dovrai capir da sola, lui non te lo dirà. Imparerai a conoscer e a riconoscer ogni suo sbalzo d’umore, ogni diversa fase. Di notte, qualche volta, digrignerà i denti e tu cercherai di coccolarlo, basterà qualche carezza, qualche bacino e lui smetterà. L’abbraccerai sempre, di notte. Cercherai di mantenere ‘l contatto fisico per tutt’il tempo. Poggerai la testa sul petto suo e ‘l battito irregolare del suo cuore tutta la notte ti cullerà e tutta la notte e tutte le notti l’ascolterai e starai sempr’attenta che non s’interrompa mai, che non ci siano pause troppo lunghe tra un battito e l’altro.

Lui si metterà sempr’a destra, nel letto. Ti girerà la schiena.

Gli piacerà esser abbracciato da dietro. Gli piacerà esser coccolato sempre. Gli piaceran i bacini sull’orecchie e sul collo. Anche sul petto. Gli piacerà esser dolcemente carezzato. Gli piacerà far l’amore ogni sera, ogni giorno, ogni ora. Poi, gli piacerà addormentarsi al suono delicato e rilassante della pioggia, la sera. Gli piacerà sempre leggere, guardare films, studiare. Sarà sempre costantemente in ritardo e tu sempre l’aspetterai. Non lo farà per negligenza o cattiveria, sarà solo questione di carattere. Tu non sarai mai cattiva con lui.

Non lo tratterai mai male. Non ti riuscirai.

Avrai deciso d’amarlo e sempre l’amerai. Incondizionatamente. Com’ho fatt’anch’io. Anche quando qualcun’altra avrà preso ‘l posto tuo, accanto a lui. Anche quando qualcun’altra stringerà la mano sua, che sempr’avrai stretto tu. Anche quando qualcun’altra carezzerà la pelle sua, proprio dove l’avrai carezzata tu, anche quando qualcun’altra bacerà le labbra sue, proprio come l’avrai baciate tu ed anche quando qualcun’altra lo soprannominerà Topino, proprio come sarà piaciuto chiamarlo a te. Tu, sola, d’amarlo non smetterai. Tu, sola, cessar d’amarlo non potrai. Sola, sognerai per sempre gl’occhi suoi limpidi, che, con amore, con tenerezza, con dolcezza, t’avranno guardata e sempre sognerai le labbra sue rosee, che, con passione e delicatezza, sempre t’avranno baciata.

Per sempre sognerai ‘l petto suo nudo, così liscio, così bello e la pancia sua morbida, quand’insieme avrete giocato e ‘l solletico, scherzosamente, gl’avrai fatto e quando, con mille baci, le labbra tue l’avranno sfiorata.

Ancora sognerai le gambe sue, tutt’intrecciate con le tue, nella notte, sotto le coperte e i piedi suoi nudi sulla sabbia e quelle sue braccia, tanto forti da poterti proteggere, in un abbraccio, da qualsiasi tempesta, da qualsiasi dolore. Sognerai sempre le delicate sue mani, ch’avranno carezzato dolcemente la carne tua vergine e ‘l corpo suo sopra ‘l tuo, leggero, premuroso, attento a non farti male mai. Il ritmo della passione vostra, del vostro respiro, il sudore della pelle sua a contatto con la tua e ‘l calore dell’amore vostro sotto le coperte sue, sognerai e sempre le labbra sue incollate con le tue in un bacio eterno, ad ansimare nella stessa aria e ‘l viso suo dolce carezzato delicatamente dalla stessa tua mano. Per sempre sognerai le dita sue sfiorarti ogni vertebra, le mani sue stringerti forte i fianchi, la bocca sua baciarti la schiena e morderti le scapole.

Lo sognerai dormire, così bello, accanto a te. Lo sognerai suonare e cantare, così dolce, così bravo, inseme a te.

Lo sognerai parlare, sfogarsi e lo sognerai arrabbiato, deluso, sconfitto e felice, radioso, soddisfatto. Sognerai tutte le volte che si sarà arrabbiato con te, tutte le volte che t’avrà allontanata, tutte le volte che si sarà allontanato e tutte le volte che t’avrà ripresa fra le braccia sue e ch’ogni lacrima t’avrà amorevolmente asciugato. Tutte le volte che, con un dolce sorriso, t’avrà chiesto scusa e da te sarà tornato. Per sempre sognerai tutte le volte che t’avrà detto che non se ne sarebbe andato via mai e sognerai tutt’i sogni ch’avrai sognato con lui.

La tua casa insieme, il caffé che gl’avresti preparato ogni mattina, le lenzuola ch’avresti lavato dopo notti d’amore, le cene che gl’avresti fatto trovare pronte quando sarebbe tornato a casa stanco e sfinito dal lavoro e sarebbe stato così felice di vederti, le coperte che gl’avresti rimboccato ogni sera e ‘l bacio della Buonanotte e ‘l bacio del Buongiorno.

Lui rimarrà nei tuoi sogni sempre.

Ogni sera, prima del sonno, ogni mattino, dopo ‘l risveglio. Lui rimarrà in te sempre. Lui resterà sempr’in tutto ciò che vivrai. Nei primi pensieri tuoi del mattino, nelle coperte che delicatamente scosterai via, nei peluches che, a volte, abbraccerai, nello sguardo tuo, dietr’a tutte le finestre ch’aprirai, in tutt’i raggi di sole che, da quelle finestre, dolcemente penetreranno, in tutte le gocce di pioggia, in tutte le volte che rifarai il letto, nella colazione d’ogni giorno, nei caffè-latte, che t’avrà preparato ogni mattina, nei pan-carré con la Nutella, che t’avrà portato sempre a letto, in tutte le fette biscottate con la marmellata, nelle uova strapazzate, che, così buone, avrà saputo farle lui soltanto.

Nella tazza marrone che ti dava sempre, nella tazza con l’orsetto che gl’avrai regalato.

In tutt’i cartoni animati del mattino, in tutte le volte che ti laverai i denti, due o tre volte di seguito, com’avrà fatto sempre lui, in tutte le volte che ti farai la doccia, in tutte le volte che ti guarderai allo specchio, in tutte le volte che guarderai ‘l tuo corpo, in tutt’i tatuaggi, in tutt’i piercing, in tutte le volte che ti vestirai e ti svestirai, in tutt’i tuoi vestiti, nelle scarpe col tacco ch’avrai indossato per lui solo, nella collana ch’ancora, ogni tanto, indosserai.

Anche negl’occhi di tua madre, ch’una volta avrà detto ch’aveva un viso dolce, anche negl’occhi di tuo fratello, che spess’avrà scherzato su di voi, anche negl’occhi del tuo cane, che gl’avrà scodinzolato sempre, che l’avrà seguito sempre e in ogni passeggiata, in ogni passo che farai, in tutt’i fiumi che scorrono, in tutte le conchiglie del mare, in tutt’il mare, in tutt’il Brasile, in tutte le biciclette che vedrai, in tutti gli autobus, in tutt’i treni, in ogni canzone ch’ascolterai, in ogni canzone ch’avrete ascoltato, in ogni canzone che canterai, in ogni canzone ch’avrete cantato, in ogni nota che t’avrà suonato, in ogni strumento, in tutta la musica, in ogni palla da Basket.

In tutt’i disegni, in tutt’i films che guarderai, in tutt’i films ch’avrete guardato, in tutt’i libri che leggerai, in tutt’i libri ch’avrete letto, in tutte le pagine che studierai, in tutte le pagine ch’avrete studiato, in tutte le parole che scriverai, in tutta la poesia, in tutte le lacrime che piangerai, in tutte le volte che cucinerai, in tutte le cene, ch’avrete mangiato, di nascosto, per dormire abbracciati, nella piadina con prosciutto crudo, squacquerone e rucola, in qualche birra, in tutte le sigarette che fumerai e in tutte le Stelle della notte, in ogni Luna, in ogni Buonanotte che sussurrerai al vento, per lui, in ogni tuo sogno.

Pregherai sempre nel suo ritorno.

Pregherai, per lui, tutte le Stelle, la Luna e ‘l Cielo, pregherai nelle strisce dell’aereo nei cieli tersi, pregherai nella coccinella che ti si poserà s’un dito, pregherai nei petali d’un quadrifoglio, pregherai nei mignoli incrociati d’un Flic e Floc, pregherai nel fumo dell’ultima sigaretta d’un pacchetto e lo cercherai negl’occhi, nelle braccia, nelle mani, degl’altri ragazzi e mai lo troverai e lascerai briciole di pane e sassolini sul sentiero per fargli ritrovare la strada di casa e parlerai col tuo cane, gli dirai di far la guardia, di dirtelo quando lui tornerà e, com’una madre, com’una moglie, resterai, tutta la vita, alla finestra per vederlo tornare e, tutta la vita, alla porta per sentirlo risalire le scale.

– Camilla Frattolillo