Meglio che Alitalia fallisca: ecco i motivi

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Mercoledì, i lavoratori di Alitalia hanno bocciato con il 67% dei No l’accordo stipulato da azienda e sindacati sul tavolo del governo che avrebbe dato il via a un piano quinquennale, fatto di tagli agli stipendi per chi vola (fino a sfiorare il 20%, con una media dell’8%), tagli ai permessi (102 annui), cigs e nuovi assunti con contratto d’ingresso a livello low cost. Con un’affluenza altissima alle urne Alitalia: oltre il 90 per cento degli aventi diritto è andato a votare, per 10.101 dipendenti sugli oltre 11mila. I no sono 6816.

Si è anche designata una spaccatura tra personale di terra e di volo, con i secondi che hanno sonoramente bocciato il piano, mentre i primi lo hanno approvato ma per poco. Del resto, i dipendenti di volo ci avrebbero perso di più. E pure paradossalmente, visto che svolgono il lavoro più delicato. Cosa comporta questo esito negativo sul Referendum Alitalia? E quali sono gli scenari che si profilano?

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