Metallo Pe(n)sante, una metal band ingiustamente dimenticata

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Erano gli inizi degli anni Novanta quando ricevetti per posta al mio indirizzo di casa un plico contenente il primo omonimo demo-tape dei Metallo Pe(n)sante. All’epoca ero solo un ragazzino e curavo una fanzine dedicata al metal: mi arrivavano spesso demo da recensire di band italiane, ma nessun altra mi colpì come quella. La cassetta conteneva quattro pezzi: tre originali, scritti dal bassista/cantante Enrico Teodorani, e una cover di “Into the coven” dei Mercyful Fate, l’unico brano in cui al posto del bassista cantava Francesca Paolucci, che nelle composizioni di Teodorani si limitava a suonare il sax o il flauto traverso.

Sì, il sax su dei brani metal!

Lo stile dei Metallo Pe(n)sante era uno strano miscuglio fra le sonorità tenebrose dei primi Black Sabbath e la brutalità dei Venom, ma le sfumature jazz apportate dal sax della Paolucci avvicinavano li avvicinavano a band oscure e “sperimentali” degli albori del genere come High Tide e Black Widow. Più tardi ebbi anche la fortuna di vederli dal vivo due volte. Una fu il 31 ottobre 1992, in un locale di Cervia, in quella che credo fosse una delle prime celebrazioni di Halloween in Italia. Teodorani aveva il volto celato da una maschera inquietante, il chitarrista Michele “Mike” Vignali e il batterista Federico “Sasso” Sassoli erano truccati da zombi, mentre Francesca, dalla lunga chioma corvina, avvolta in un mantello da vampira, ammaliava il pubblico con i suoi movimenti sinuosi.

Musicalmente rimasi un po’ deluso dal fatto che rinunciarono (quasi) completamente ad eseguire loro pezzi per privilegiare delle cover. Molto più entusiasmante fu la performance a cui assistetti l’anno dopo in un rock club di Bologna, sorprendendomi del fatto che ancora quella straordinaria band non avesse all’attivo alcun disco ufficiale. Purtroppo quella a cui assistetti fu una delle ultime esibizioni del gruppo. Poco più tardi il batterista “Sasso” (che era anche colui che guidava il furgone che portava la band in giro per i concerti) morì tragicamente in un incidente, e gli altri tre membri, pur non dichiarando mai un ufficiale scioglimento del gruppo, semplicemente smisero di suonare.

È comunque curioso notare che tutti e tre, Enrico Teodorani, Francesca Paolucci e Mike Vignali, successivamente si sono dedicati, con fortune diverse, alla scrittura, al fumetto e alla realizzazione di cortometraggi.