Mezzo chilo di pasta a 270 euro. Dove? In Venezuela

La situazione nel paese latino-americano è drammatica

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Mezzo chilo di pasta a 270 euro? Ma dove? In un ristorante stellato? No. Parliamo della pasta Barilla in Venezuela. E non si scherza purtroppo

Ci lamentiamo spesso della crisi e del fatto che non si arriva alla fine del mese.

Immaginate di dover spendere tutto il vostro stipendio per mezzo Kg di pasta ed un litro di latte? Questa è la cruda realtà che devono affrontare i circa 30 milioni di residenti del Venezuela.

Il paese, come riportato da FoodMic è attualmente nel bel mezzo di un enorme collasso politico ed economico che sta mettendo la popolazione nella situazione drammatica di chi ha un disperato bisogno di cibo.

I tassi di inflazione del Venezuela sono oggi i più alti del mondo ed alcuni analisti economici prevedono che il tasso di inflazione possa arrivare al 2.200% entro la fine del 2017. Di conseguenza, il Bolìvar, la valuta del Venezuela, si è notevolmente svalutata. Questo ha portato i prezzi dei prodotti al dettaglio alle stelle e alla mancanza di accesso ai bisogni primari.

Ci sono tre tipi di mercati in cui le persone possono acquistare prodotti alimentari in Venezuela.

  1. negozi di proprietà del governo che offrono cibo a prezzo agevolato. Questi negozi devono seguire regole molto severe. I clienti, infatti, possono acquistare solo in un determinato giorno della settimana e spesso devono stare in coda per ore senza alcuna garanzia di riuscire a comprare gli alimenti che desiderano.

    code negozi
    Venezuelani in coda per la spesa nei negozi del governo
  2. supermercati privati, che sono più costosi e con gli stessi problemi di carenza in termini di quantità.
  3. L’ultima opzione è quella di acquistare cibo sul mercato nero, un metodo illegale e che può essere pericoloso. Questa opzione è anche incredibilmente costosa. Un prodotto infatti può costare circa 15 volte più di quanto costerebbe nei mercati di proprietà del governo.

Considerando che il salario minimo nazionale è di circa 15.000 Bolìvar al mese, ovvero circa 1.350 Euro, i prezzi del mercato nero sono proibitivi. Una confezione di pasta può costare l’equivalente di circa 270 Euro se acquistato attraverso mezzi illegali. Ciò equivale a circa un quinto del salario minimo. Un box di pasta delle stesse dimensioni costa 1 euro in Italia e solo pochi dollari negli Stati Uniti.

Ma diamo un’occhiata ai prezzi di alcuni prodotti che fanno parte del paniere dei beni di prima necessità.

1. Latte in polvere

700 dollari per una confezione di latte in polvere metterebbe in ginocchio anche famiglie di ceto medio alto.

latte in polvere
Foto da Mic.com

2. Pasta

Come anticipato sopra questi prezzi hanno dell’assurdo per noi italiani. La pasta, infatti, è considerato dagli italiani il cibo economico per eccellenza. 500 grammi di pasta costano circa 1 euro nel BelPaese. Oggi in Venezuela costano, in euro, circa 270 volte di più. In un articolo sugli immigrati italiani avevamo usato il divertente motto “Adesso Pasta“!

pastabox
Foto da mic.com

3. Uova

150 dollari per 10 uova al mercato illegale. Valori che si commentano da soli.

uova
Foto da mic.com

4. Anguria

Per un anguria comprata al mercato nero bisogna sborsare oggi ben 40 dollari. Un pò troppo per un alimento che contiene molta acqua ma non è proprio sufficiente a bloccare la fame.

anguria
Foto da mic.com

5. Caffè

Mezzo Kg. di caffè arriva a costare circa 200 dollari americani. Una colazione che sicuramente non metterebbe di buon umore nessuno.

caffe
Foto da mic.com

La situazione è certamente drammatica e spiacevole.

Ci auguriamo tutti che le prospettive per i venezuelani possano migliorare in futuro.

E voi comprereste mai mezzo chilo di pasta a 270 euro in situazione di crisi?