Microtelecamere in Corea del Sud: privacy delle donne in pericolo

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Corea del sud, paese estremamente tecnologizzato. Non a caso, è il terzo Paese per uso delle criptovalute, le nuove monete digitali che sono diventate anche asset finanziari molto popolari per il trading online. Tanto che il governo a inizio 2018 ha dovuto varare una serie di leggi per evitare che la febbre da criptovalute rovinasse ulteriormente la popolazione. Dato che un po’ tutti – dalle casalinghe agli studenti fino ai disoccupati – si sono dati al trading online approfittando di Broker online tramite app su smartphone e tablet. Bruciando miliardi di dollari, avendo preso il tutto come un semplice gioco. Delle scommesse sportive o ludiche. Non formandosi a dovere.

Ma la Corea del sud è famosa anche per altro. Si pensi alle multinazionali Samsung e Lg, con la prima che sfida da anni Apple sul campo della telefonia sebbene la cinese Huawei si stia mettendo tra le due parti. Samsung produce però tanti altri prodotti, come Tv, lavatrici ed elettrodomestici vari sempre più interconnessi e controllabili a distanza.

Dalla Corea del sud, poi, arrivano anche case automobilistiche di successo come Hyundai, Kia, Daewoo, Samsung di Renault-Nissan. La Corea del sud è la quinta potenza mondiale quando si parla di produzione ed esportazione di automobili. La produzione annuale è iniziata a incrementarsi nel 1988, prima di allora, in Corea del Sud avveniva solo l’assemblaggio delle parti meccaniche. Oggi, tecnologie, meccanica e disegni nascono in Corea del Sud.

Ma ora la Corea del sud rischia di diventare tristemente famosa per un altro primato tecnologico. Per ben altri scopi, tutt’altro che gloriosi e di vanto industriale. Ovvero, spiare le donne, nella loro intimità.

Le microtelecamere in Corea del Sud, quindi, rischiano di mettere in serio pericolo la privacy delle donne. Vediamo perché.

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