Noi adesso Anormali, ora basta! “Precisazione”

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Visto che più di una persona si indigna sui post dei Gay, tutto lo Staff di Radio Start 1 e in particolare io, Nico Colani autore di video, grafiche e articoli, non ci frega nulla di chi a casa loro si mette in tacchi a spillo e a novanta gradi si fa introdurre accessori e falli veri o finti dove non batte il sole.

La battaglia è principalmente con chi vuole imporre la teoria Gender nelle scuole, soprattutto nelle scuole elementari iniziando dall’asilo.

Voglio ricordare che la maggior parte dei gay assatanati i quali, invece di condurre la propria vita e piaceri nella propria intimità, sono ossessionati dal voler condizionare il mondo e peggio ancora per molti di loro, arrivare alla legalizzazione della pedofilia.
Questo non è un mio delirio, ma è un progetto che viene da molto lontano, come i testimoni del «Manifesto in difesa della pedofilia» con i nomi in calce del miglior ciarpame della Sinistra europea: Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Michel Foucault e, rieccoli, Jack Lang e DCB, i cinque degni di diventare Immortali…
Non dimentichiamo che in Olanda Il «Partito dell’Amore Fraterno, della Libertà e della Diversità» (PNDV) dei Paesi Bassi e numerose associazioni militano a favore dell’abbassamento dell’età per il consenso ai rapporti sessuali fra persone dello stesso sesso.

Jürgen Trittin, membro del Bundestag, ha ammesso pubblicamente che in quegli anni il partito giunse in alcune occasioni a «decisioni sbagliate». In particolare ha ricordato che nel 1985 in un congresso della sezione del partito nel Nord-Reno Vestfalia, i membri votarono per la promozione della depenalizzazione dei rapporti sessuali con i bambini. Attribuisce inoltre ora a questo errore di valutazione, per usare un eufemismo, la sconfitta della formazione alle elezioni locali.

Vogliano parlare di quanto è accaduto in Spagna in tempi recenti?

Irene Montero, Ministro spagnolo per le Pari Opportunità, promuove la pedofilia: in Spagna, membro del governo socialista e comunista al potere, nel corso di un’audizione alla Camera nella discussione su una legge sui trans e sull’aborto, ha detto: «Parlare di educazione sessuale è un diritto dei bambini e delle bambine, indipendentemente dalle famiglie. Tutti hanno diritto di conoscere il proprio corpo, di sapere che nessun adulto può toccare il loro corpo se loro stessi non vogliono e di sapere che questa è una forma di violenza. I bambini hanno il diritto di conoscere che possono amare o avere relazioni sessuali con chi gli pare e piace, purché basate sul consenso e questi sono diritti che devono essere riconosciuti, solo che a voi (riferita al PP e a Vox ndr) non piacciono i diritti: riconoscetelo; a voi piacciono altri modelli di società che non si basano sui diritti».

Quindi, i bambini devono avere il diritto di avere relazioni sessuali con chi vogliono, purché siano consenzienti. Gli adulti non devono toccare il loro corpo a meno che i bambini non siano consenzienti (in Spagna, la legge stabilisce 16 anni come partenza al legittimo consenso per i rapporti sessuali, ma si sta discutendo proprio se abbassare tale limite a 12 anni).
Pare inutile ricordare al Ministro Montero che i bambini non sono sessualmente maturi. Proporre rapporti sessuali ad un bambino ha effetti devastanti: è come far bere una bottiglia di vino a un neonato dal biberon.

Anche inutile ricordare al Ministro che il bambino è naturalmente predisposto a fidarsi e quindi manipolarne il consenso per una persona più grande è estremamente facile. Qualunque psicologo sa queste cose. Ma del resto, se i bambini possono essere uccisi (nell’utero materno) può esser fatto loro tutto il resto, no?

Si tratta di un passo decisivo verso lo sdoganamento della pederastia, chi non vede ciò è della stessa pasta di questi personaggi demoniaci.

Il Partito Democratico di Letta e Sinistra Italiana di Fratoianni se ne sta guardando bene in queste ore dal condannare le parole della ministra e dal protestare con il governo amico di Sanchez. Tra compagni si è solidali.
Come ben si legge, l’antico detto che i comunisti mangiavano bambini in qualche modo ha una relazione, come è vero che è la sinistra che batte il martello (non a caso) sempre su questo tema, ovvero i bambini, tolti a famiglie meno abbienti (e nuovamente cito Bibbiano) e confermo che a mio avviso si vuole tentare di sdoganare la pedofilia.
Voglio anche ricordare che a Roma esiste il circolo Mario Mieli, icona gay e fondatore del movimento LBTG.

Il circolo Mario Mieli ricorda il medesimo con queste parole: «Si esibì più volte gustando le proprie feci e bevendo la propria pipì pubblicamente, come a fornire un supporto umano e pesante ai prodotti più nascosti e più inumani dell’uomo; come a farsi forte di quella cacca con cui una società bigotta, borghese e clericale aveva tentato di coprirlo». Ed io aggiungo con giusta causa. Da notare che Mieli era notoriamente anche necrofilo.

“Fissarsi” su «un singolo oggetto sessuale» (cioè, per oggetto si intende solo l’uomo o solo la donna) è secondo Mieli e cito: “un limite, un sintomo di repressione, di rimozione della naturale disposizione transessuale. Bisognerebbe aprirsi sessualmente ad ogni “oggetto”, dagli uomini agli animali e, perché no, fino ai propri escrementi. Solo così non si sarebbe repressi e omofobi.” Ed ecco che quando mi chiamano omofobo, fascista, razzista, allora dico che ne sono felice, anche se il razzismo e il fascismo non c’entrano niente con chi segna i contrari a questa categoria con questi aggettivi.

Troviamo anche Mario Mieli sul tema della pedofilia, nel suo libro: “Liberiamo i bambini”.

Infatti, anche in Mieli ritorna il pensiero della pedofilia, come nel movimento omosessuale americano Nambla in voga in quegli anni.
«Il bambino è, secondo Mieli, l’espressione più pura della transessualità profonda cui ciascun individuo è votato. È l’essere sessuale più libero, fino a quando il suo desiderio non viene irreggimentato dalla Norma eterosessuale, che inibisce le potenzialità infinite dell’Eros».
Secondo l’articolista del quotidiano comunista, questo è un «discorso eversivo e scomodo oggi più che mai, in una società attanagliata dal tabù che investe senza appello il binomio sessualità-infanzia, ossessione quasi patologica che trasforma il timore della pedofilia in una vera e propria caccia alle streghe».

Anche i bambini dovrebbero fare sesso, secondo Mieli, perché l’Eros, «se lasciato libero di esprimersi, può fondare una società diversa da quella in cui viviamo. Sicuramente più libera». – L’adozione gay, invece, potrebbe «inculcare nel bambino i valori di una sessualità più vicina al potenziale transessuale originario?», Mi sembra lecita la domanda.
I valori cristiani e quelli familiari naturali, secondo Mieli sono «pregiudizi di certa canaglia reazionaria» che, trasmessi con l’educazione, hanno la colpa di «trasformare il bambino in adulto eterosessuale». Ed ecco che nelle manifestazioni odierne non si lesina in blasfemia.

I pedofili invece possono “liberare” i bambini: «noi checche rivoluzionarie», ha scritto l’icona gay italiana, «sappiamo vedere nel bambino l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza,” E educastra, nega. (da “Elementi di critica omosessuale”, 1977).
Mieli abbracciò immediatamente il marxismo, cercando di rimodularlo sulle istanze della lotta di liberazione ed emancipazione omosessuale e ritenendo la società capitalistica intrinsecamente omofoba. Con solo queste righe possiamo ben capire perché la Sinistra ami tanto il mondo LGBT.

Mario Mieli fece uso di droghe e si dette a pratiche sempre più estreme, inclusa la coprofagia.

Nel 1974, durante un viaggio a Londra, Mieli, vicino già all’anti-psichiatria, iniziò a interessarsi di psicoanalisi; in dicembre fu nuovamente arrestato, quando, seminudo e in preda a una crisi psichica, fu fermato nell’aeroporto di Heathrow, in cerca di un poliziotto con cui avere un rapporto sessuale. Prima venne incarcerato, poi messo nella sezione psichiatrica del Marlborough Day hospital, assistito dai familiari venuti dall’Italia in attesa del processo.
Venne ricondotto a Milano, dopo la condanna a pagare una multa, e ricoverato in una clinica psichiatrica per un mese. Una volta dimesso, su consiglio del suo psicoanalista Giovanni Carlo Zapparoli, i genitori gli diedero un appartamento autonomo. L’anno seguente viaggiò ad Amsterdam e di nuovo a Londra e si laureò con lode in filosofia. Poco dopo lasciò l’appartamento che gli avevano trovato e interruppe la terapia psichiatrica.

Morì suicida nel 1983 all’età di 30 anni; fu ritrovato con la testa nel forno della sua abitazione di Milano, intossicato dal gas. Affetto da un lungo periodo da depressione, tra i possibili motivi del suo gesto estremo fu l’ostruzionismo che il padre, influente industriale milanese, aveva fatto per impedire la pubblicazione della sua ultima opera, “Il Risveglio dei Faraoni”, ritenendolo troppo autobiografico e lesivo dell’onore famigliare.
E’ chiaro che Mieli fu un personaggio fuori dalle righe, senza regole di nessun genere e con gravi problemi psicologici, ma questo non si deve dire né per Mieli e né per nessun transessuale che sfocia nella follia di un estremismo fino farlo semplicemente diventare una caricatura.

Nonostante tutto, Mieli è diventato un icona con tanto di Circolo dedicato a lui che insegna la cultura omosessuale.

L’assuefazione e il politicamente corretto che vieta di avere la propria opinione su questa categoria, fino ad arrivare a creare delle leggi anti-omofobia, che a mio avviso secondo i dati del Viminale gli attacchi omofobi sono un numero irrilevante, mentre violenze sulle donne e bambini sono un numero impressionante, questa forzatura nasconde sull’imposizione Gender, progetti e business, che si estendono al livello mondiale; ci sarebbe da parlare in merito per parecchio tempo.

Ora vogliamo capire che il credo della cultura Gender non può essere una cosa digeribile per persone con sani principi di valori e tradizioni che siano di fede cristiana o non credenti?
Può sembrare strano ma nelle radici degli LGBT attuali sono innate tutte le forme devianti, commentate da Enrico Letta in un suo sproloquio: “viva le devianze”. Ma stiamo scherzando? Ora nella liberazione sessuale, gli LGBT hanno aggiunto +Q per diventare LGBTQ+, che sta ad inserire tutti i tipi di devianze, che ultimamente abbiamo visto anche con l’insensatezza degli uomini-cane, uomini che si inguaiano in una tuta per simulare il cane, guaendo, mangiando nelle ciotole e naturalmente diventare il gioco dei loro padroni.

Vogliano anche ricordare che in Germania ci furono le teorie di Kentler che sono da alcuni anni oggetto di una profonda revisione, dopo essere state ritenute la base di un controverso esperimento sociale condotto dallo stesso Kentler e autorizzato e sostenuto finanziariamente dal Senato di Berlino nei primi anni Settanta. L’esperimento portò numerosi bambini e ragazzi – perlopiù orfani e indigenti minorenni a essere dati in affidamento in case-famiglia gestite da adulti pedofili in diversi quartieri della città. Praticamente il Bibbiano Tedesco, devo aggiungere altro?

Sì, aggiungo altro! Ancora in Germania e proprio quest’anno è avvenuta la manifestazione pubblica degli zoofili, persone che desiderano accoppiarsi con animali. Il gruppo di sedicenti zoofili tedeschi hanno infatti protestato per chiedere l’eliminazione della legge sulla protezione degli animali del Paese, la quale vieta qualsiasi rapporto sessuale tra esseri umani e animali.
Concludendo, ecco perché nasce la mia avversione per questa categoria di “persone” che non vive la propria sessualità senza inciampare su quella degli altri.
Lasciate stare la famiglia e i bambini, e gli animali e vivete tranquilli senza voler inculcare le vostre devianze al mondo.

Nico Colani: http://nicocolani.altervista.org
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Radio Start 1: www.radiostart1.it

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Nico Colani nativo di Genova. Si diploma elettricista e in elettronica ed in seguito la sua passione per il digitale lo vede applicarsi da autodidatta in informatica e sviluppo web, poi è titolare per vari anni di una piccola impresa di trasporti. Nico assiste al fiorire di periodi di grande boom industriale ed economico per l’Italia partecipando anche a varie attività sindacali per la tutela dei diritti lavoratori. Eterno pensatore e provocatore, Nico Colani si è sempre impegnato, attraverso vari mezzi di comunicazione come il suo blog decennale di satira “Guanot” e più recentemente con “Il Macigno” ad individuare i grandi paradossi sociali nella vita contemporanea fino ad estrapolarne le sue dissonanze. Il suo è non solo un invito a meditare, ma a sollecitare pareri al fine di aiutare la propria società a ristabilire gli equilibri sociali, culturali ed economici persi nei cambiamenti generazionali dove si è scelto di crescere e maturare senza consapevolezza storica e culturale del proprio paese di origine. Il suo motto è sempre stato “Ruit Hora”, ovvero “Il Tempo Fugge”. Isabella Montwright