Non si muove foglia che Dio non voglia

Un aforisma che ha fruttato ricchezze incalcolabili ai suoi ideatori, senza fatiche nel produrre beni materiali, senza pagare tasse, senza rendere conto a nessuno, soltanto privilegi, poiché si sviluppa nella capacità di vendere parole e incantare le masse di seguaci impauriti e confusi.

La soluzione di un Dio che controlla l’infinito in sostituzione dei tanti Dei Pagani che spesso si prendevano a pesci in faccia perché ogni tanto qualcuno sconfinava con i suoi poteri, innervosendo il suo diretto rivale il quale per ripicca puniva il mondo con le secche distruggendo l’agricoltura, o quell’altro che causava burrasche e Tifoni e se non bastasse procurava il Diluvio Universale, oppure l’Inquinamento da togliere il respiro per vendere Medicinali.

O l’altro ancora per dimostrare la sua muscolatura, usava armi di distruzione di massa di gran lunga superiori alle esplosioni Nucleari, causando Pandemie di Peste, Tifo, Vaiolo, Meningite, Colera, Influenze e epidemie rare di morte, per dimostrare che attraverso i batteri si poteva e si può distruggere milioni di cretini sempre in lotta per accapararsi le poltrone di comando e poter speculare, dominare attraverso l’ipocrisia e l’incoscienza, soggiogando masse di esseri più deboli, indifesi e bisognosi inginocchiandoli ai propri poteri.

Da questi insegnamenti esemplari nasce la Politica formulata sull’ingiustizia in modo che il più povero con l’impossibilità di difedersi diviene la pedina che fa girare il mondo, arricchisce i più scaltri, i più potenti, per far girare quella macchina mondiale incernierata sullo sviluppo del male che promuove il lavoro, anche quello negativo, contribuendo a far crescere il Prodotto interno Lordo.

Furti, imbrogli, Tribunali, Avvocati, Prigioni, Polizia, Multe ingiuste, Organizzazioni Mafiose Istituzionalizzate, Partiti Politici, e dall’altra la cosidetta Ambulanza dei Santoni che invitano alla sopportazione e alla Preghiera, ma non alla Giustizia.

Chi ha inventato la Politica? Probabilmente lo stesso che ha inventato Dio e si é mantenuto nascosto per non prendere tanti schiaffi. Per questa ragione i Politici si spostano circondati e protetti dalle brigate armate formate da teste di legno allevate esclusivamente ad ubbidire senza consumare il proprio uso della ragione.

Ovunque c’é Politica, c’é l’uso della forza, ci sono i manganelli sostenendo l’oppressione, sfruttamento, corruzione, speculazione, ingiustizie, gelosie, ipocrisie, sofferenze, in breve la cultura della morte.

Il mio diretto antagonista di due mila anni fa, l’Imperatore Giulio Cesare, che i libri di scuola hanno innalzato per interessi di parte, censurando che per metter fine alle pazzie di Cesare dovettero ucciderlo, mentre in famiglia era considerato un bullo, una testa di Ca….., di cui il potere gli aveva frantumato il cervello sino a ritenersi un Dio.

In seguito in famiglia fummo obbligati a cambiare cognome da Cesare in Ceresa, per cancellare il paragone fra le pazzie del potere di Cesare e i Programmi di Governance nel rispetto sociale ed umanitario per una pace duratura in Patria e nel mondo auspicata dal Ceresa.

La Politica attuale é paragonabile ad un contenitore mondiale di immondizia, controllato e sostenuto dalle Nazioni Unite (ONU) e da una infinità di Organizzazioni Istituzionalizzate in difesa del marciume che avanza peggiorando le sorti dell’umanità.

Spesso ci si domanda, come é stato possibile per la Politica la quale ha seminato tanto male nel mondo e per così tanto tempo, sia riuscita a resistere attraverso i millenni.

E’ inevitabile che prima o poi dovremo affrontare una grande prova di forza fra Governanti Politicizzati nell’obbrobrio del male e i liberi Cittadini che sicuramente si svilupperà in una pandemia mondiale.

Il mondo necessita un cambiamento radicale per imprimere quella Pace tanto auspicata dai popoli di tutto il Pianeta.

La Politica oramai segue una tradizione negativa che non ha nulla a che fare con la Programmazione necessaria per il benessere dei popoli, riconosciuta come il male primario del mondo con la necessità di impostare le sfide future per liberarci da questa piaga distruttiva e trovare una soluzione correttiva per il futuro dell’umanità, impostando l’avvenire sulla Programmazione, l’Etica, Coscienza, Sociologia, Umanesimo, ed una Giustizia Penale, Sociale e Civile uguale per tutti, non come nei Tribunali Italiani dove l’uguaglianza é appesa al muro.

Al fine di trovare una soluzione correttiva é stato necessario raccogliere vari pareri di cui risulta che la Politica tradizionale come le Notti di Cabiria e i Conventi sono necessari per mantenere alcune professioni gestite da rape umane le quali non saprebbero fare altro che campare sul sudore del prossimo.

<> Il parere di Giuseppe:

Io ritengo che la politica, intesa come forma di governo sul popolo, sia originata circa 10.000 anni fa, quando alcuni invasori con la forza delle armi si impossessarono della terra e costrinsero i primi contadini e allevatori a lavorare per loro. In questo modo si originò la stratificazione sociale con:

  1. la casta dei padroni della terra che poté dedicarsi alla gestione dello sfruttamento,
  2. la casta dei soldati con funzione repressiva,
  3. la casta dei sacerdoti col compito di confortare e sedare le masse lavoratrici oppresse.

<><> Il parere di Vercinge:

La Politica non l’ha inventata nessuno. Direi che Clistene nel quinto secolo in Grecia ha avviato un procedimento democratico che si basava sul potere del popolo grazie alle votazioni e alla discussione pubblica. Se vuoi l’equilibrio ti devi affidare ad una dittatura.

<><><> Il parere di Kikkina:

La prima definizione di “politica” risale ad Aristotele ed è legata al termine “polis“, che in greco significa la città, la comunità dei cittadini;
Politica, secondo il filosofo ateniese, significava l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti, in funzione delle coscienze.
Altre definizioni, che si basano su aspetti peculiari della politica, sono state date da numerosi teorici:

  • Per Max Weber la politica non è che aspirazione al potere e monopolio legittimo dell’uso della forza;
  • Per David Easton essa è la allocazione di valori imperativi (cioè di decisioni) nell’ambito di una comunità;
  • Per Giovanni Sartori la politica è la sfera delle decisioni collettive sovrane quando il popolo é sovrano.

Nell’Ottocento Karl Marx formulò la dottrina del materialismo storico: la storia dei sistemi sociali e istituzionali è determinata da una struttura che deriva la sua “forma” dai rapporti economici in essere. L’economia rappresenta la base della società, che viene ad essere modellata e influenzata dai rapporti economici (la struttura), la quale, proprio perché alla base dell’organizzazione sociale, concorre in maniera basilare a determinarne i vari assetti sociali, culturali ed ideologici (sovrastruttura).

Marx sottolineò che tuttavia il rapporto non è da considerarsi in maniera semplicemente deterministica.

Nel Novecento, l’arte della politica è diventata anche laboratorio pratico delle teorie politiche. Si sono sviluppati, infatti, una moltitudine di sistemi diversi nel gestire la cosa pubblica.
Accanto alle Monarchie di inizio secolo si svilupparono le prime democrazie borghesi, e contemporaneamente i primi esperimenti di applicazione pratica del socialismo, la maggior parte dei quali sfociati in sistemi oppressivi.

Nella prima metà del secolo a queste forme si affiancarono i totalitarismi ed autoritarismi, derivanti dalla crisi per la mancanza di personale qualificato e Onesto.

Negli ultimi anni la politica è andata via via trasformandosi, includendo come soggetto la cosiddetta società civile, fatta di movimenti di opinione che cercano di sottrarla all’astrazione in cui è stata sempre confinata: la politica si fa globale e nella coscienza di molti si delinea come stato in costante divenire delle relazioni sociali ed economiche.

Al di là delle definizioni, la politica in senso generale, riguardante “tutti” i soggetti facenti parte di una società, e non esclusivamente chi fa politica attiva, ovvero opera nelle strutture deputate a determinarla, la politica è l’occuparsi in qualche modo di come viene gestito lo stato o sue substrutture territoriali.

In tal senso “fa politica” anche chi, subendone effetti negativi ad opera di coloro che ne sono istituzionalmente investiti, scende in piazza per protestare col rischio di subire qualche manganellata.

Morale della favola: La Politica é quell’arma per creare confusione in un paniere con infinite ideologie rappresentate da gruppi di Potere con interessi contrapposti che lottano continuamente per la conquista delle poltrone di comando ai danni delle Nazioni e Popoli per scopi personali.