Nora di Giacomo Ferraiuolo

47

Nora di Giacomo Ferraiuolo

Titolo: Nora

Autore: Giacomo Ferraiuolo

Editore: Dark Zone

Genere: Horror

Disponibile cartaceo ed ebook

Prezzo Cartaceo:14,90

Prezzo ebook:1,99

Un omicidio irrisolto, una donna rinchiusa in un ospedale psichiatrico.

Nora, prigioniera della sua stessa mente cerca di essere libera da un passato macchiato di sangue che non riesce a dimenticare. Troverà nell’infermiere Christian un amico fedele a cui confidare l’orrore celato nel profondo.

Un orrore che striscia ancora tra le ombre della casa di Nora. Un orrore che cerca di uscire daquelle mura.

Nessuno è più al sicuro. Lei li aveva avvisati.

Sarà compito di Christian scoprire cosa c’è di vero nelle farneticazioni della donna e cosa è invece frutto della follia.

Cos’è successo veramente a Nora in quella casa?

È possibile conoscere fino in fondo chi ci sta attorno?

Una storia di pazzia e dolore, di morte e paura, e che porterà a una verità ancora più cupa e terribile.

Sin dalle prime battute, Nora trascina il lettore nel suo abisso di follia e disperazione, portandolo in un saliscendi di emozioni contrastanti.  Dopo l’incipit del romanzo, in cui Nora viene arrestata dalla polizia a causa della morte violenta di sua figlia Claudia, conosciamo le  vicine pettegole, Lorenza, Angela e Elsa: annoiate, accaldate, desiderose di apparire nelle interviste televisive, ci raccontano di Nora: una povera pazza, da giovane bellissima e dai grandi appetiti sessuali, che ha tradito il marito poliziotto più volte. Il marito la picchiava, poi ha finito per suicidarsi, e Nora è uscita di senno, sola in quella casa.

Nora  è un personaggio controverso, complesso, mai solo bianco o solo nero; e così sono anche gli altri personaggi del libro.

In clinica, l’infermiere Christian, spinto dal collega,abusa di lei, poi però cerca di aiutarla, raccogliendo le sue memorie: conosciamo così l’intera vicenda, un abisso di violenza e orrori, dalle parole della stessa Nora.

Poi c’è il dottor Marconi, che sembra avere a cuore la paziente, ma nasconde un passato misterioso.

In mezzo a tutto questo orrore realistico, fatto di malignità, invidia, malelingue, sotterfugi e violenza,e  che non è un orrore da piccola cittadina (il romanzo è ambientato ad Acilia, vicino Roma: amo le ambientazioni italiane! L’ho già detto?…), ma che si può trovare ovunque, emerge un altro tipo di orrore. Qualcosa che emerge dall’ombra, sguscia fuori dal buio, si insinua in Nora sia nel corpo che nella mente, cresce, si nutre e diventa sempre più reale.

Un orrore dunque tipico di Stephen King, a cui l’autore si sarà senz’altro ispirato, in cui i mostri si materializzano in ridenti cittadine all’apparenza linde e tranquille: l’uomo nero esce dall’armadio o da sotto il letto… o dal giardino di casa.

Dunque, c’è la follia, ci sono le morti, c’è l’ospedale con i suoi turni stranianti, i suoi reparti da incubo, i farmaci, ci sono le ombre, e poi ci sono i corpi. Corpi desiderosi, corpi che sudano, corpi che hanno fame di tutto, corpi violati, corpi che violano, corpi che muoiono, corpi immateriali che prendono forma.

La storia ha un grande equilibrio tra lato fisico e lato paranormale,mescolandoli sapientemente tramite una prosa ricca, scorrevole e piacevole da leggere, anche quando descrive scene macabre e disturbanti.

I dialoghi sono molto realistici, cosa che non sempre,ahimè, si trova nei romanzi e anche nei film o nelle serie tv: qui sembra veramente di ascoltare “l’italiano medio” nei suoi discorsi di tutti i giorni.

Carina l’idea di inserire “articoli di giornale” che raccontano alcuni dei fatti accaduti, come fossero di cronaca, aggiungendo ancora più realismo. La punteggiatura: a volte nei dialoghi si esagera in punti esclamativi (c’è anche un “?!” fumettistico), ma per il resto è corretta.

Il finale è un’escalation da incubo, e non poteva essere diversamente, degno di una storia che tiene ancorati alle pagine dall’inizio alla fine.

Quello che mi è mancato è un approfondimento sul passato del dottor Marconi, e del suo rapporto con Nora: all’inizio vengono offerti molti indizi, ma alla fine viene rivelato poco a riguardo.

L’edizione è curata, la copertina d’impatto, con una donna che guarda fuori dalle tapparelle e, in primo piano, una culla da cui sbuca una bambola rotta: Nora stessa oppure sua figlia, anche lei vittima dell’orrore.

Un notevole romanzo horror, un affresco moderno e di effetto sulla banalità del male, sugli orrori che vivono in noi e intorno a noi, una metafora del dolore e degli incubi  che si possono celare dietro le persone più fragili.

Consigliato a tutti gli amanti del genere horror.

Sul blog Infiniti Universi Fantastici l’articolo è corredato da un’intervista all’autore Giacomo Ferraiuolo.

Alessandra Leonardi