Norbert Heymann: il cartomante ucciso a coltellate

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Cammino sempre in questa Roma incerta di questo tempo “slabbrato”. Una Roma piena di storie, di leggende, di capolavori. Una Roma che non sai come guardarla per paura che ti sfugga qualcosa, ma una Roma anche piena di misteri, di omicidi, che restano senza “colpevole”.

Mi viene incontro Lui, rimasto negli archivi come “il mago di Piazza Navona”.

Il 3 Gennaio 1993 nel suo monolocale a Trastevere viene trovato morto, avvolto in una camicia nera di seta. Si tratta del cartomante più famoso di Roma, si narra che sia stato proprio il primo a leggere le carte in piazza. Norbert Heymann, 54 anni, volto noto delle notti romane. Non ci stava Covid ne coprifuoco. Veniva chiamato “Maga Magò” e a volte “Maga Maghella”. Il soprannome nasce dal fatto che fosse un gay.

Da esperto di magia, pare avesse predetto la sua morte, proprio in una delle notti, che amava di più, la notte di Capodanno.

A trovarlo fu un suo amico preoccupato per non averlo visto con i suoi tarocchi e la candela accesa. Dai carabinieri fu interrogata pure Moana Pozzi, dal momento che si erano incontrati pochi giorni prima. Non fu un omicidio per rapina, poiché non erano stati presi soldi e neanche gli oggetti di valore che amava collezionare. Spuntarono varie piste di “un delitto passionale”, perché omosessuale. Dai racconti del tempo “i ragazzi di vita romani” avevano smesso la loro “attività” e vennero rimpiazzati dai polacchi e dai ragazzi dell’est Europa.

Fu ucciso con sette coltellate.

I vicini segnalarono che frequentava slavi. I giornali del tempo lanciarono “la pista del killer russo”. Ovviamente la sua morte ha tenuto banco sulla stampa, alimentando pruriti e gossip. Camminando in un tempo slabbrato in compagnia di Maga Magò si apre in rete uno scatolone ingiallito di tanti delitti fatto di uomini e donne uccisi due volte: dall’assassino o assassina e dalla stampa. Non potrai mai immaginare che “terminologia” spunta da quello scatolone.

I gay e le lesbiche venivano definiti “invertiti”. Per non parlare di quelle “cronache” che narrano l’uomo che è donna.

Tempo slabbrato e Covid hanno fatto diverse vittime anche in una sfera di mondo, che non viene riconosciuta ed accettata nella sua identità. Nessuna targa ricorda il passaggio di Maga Magò, ogni tanto le coltellate, che ha ricevuto, vengono ricordate per analogia in casi di delitti “a sfondo omosessuale”.

Il nome di Walter Norbert Heymann poi ha viaggiato con quello di Moana Pozzi, alimentando altri pruriti. Il caso è archiviato, viene ricordato tra i gialli romani.