Partenze intelligenti

All’Autogrill entrano tutti a passo di lumaca avendolo preso per un cauto-grill, e ci si incontra un sacco di stronzi, che galleggiano in toilette con l’acqua più alta di quella che rallegra Venezia in autunno

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Prediligete le partenze intelligenti, suggerisce il sito ministeriale competente, proprio sotto al banner pubblicitario della più nota agenzia funebre della capitale.

Mi sa invece che è tutta una truffa, perché al casello non c’è mai nessuno che si prenda la briga di chiedere e controllare il quoziente d’intelligenza degli automobilisti, lasciando passare anche chi crede che del tutor avrebbe bisogno solo Totti. All’Autogrill entrano tutti a passo di lumaca avendolo preso per un cauto-grill, e ci si incontra un sacco di stronzi, che galleggiano in toilette con l’acqua più alta di quella che rallegra Venezia in autunno. Per non parlare della tassa occulta per antonomasia, rappresentata dalla signora delle pulizie che ti aspetta all’uscita con il piattino in una mano e una rivista sadomaso nell’altra.

Tanto per far capire l’antifona anche ai meno intelligenti, per cui ci lasci un euro e per non sbagliare poi ti prendi anche un caffè al bar.

Sul piazzale invece ti può capitare di tutto, dagli acari vestiti da Cosplay a chi ti vuol vendere una macchina digitale, per poi scoprire a casa che ti hanno rifilato un bel mattone rosso, che in fondo non si capisce cosa ci sia da lamentarsi, tutti gli economisti non consigliano forse di investire sul mattone? Lavorano usando la tattica dei lupi, prima ti arriva addosso chi ti vuol vendere un cellulare, così antico che invece del T9 tiene il T-rex, e se grazie ad uno scarto degno di un rugbista riesci a saltarlo ecco arrivare tutto il branco, deciso a venderti la mela di Eva che ha prodotto il peccato originale, o un dvd con la voce di Vittorio Sgarbi che tuona: capra..capra..capra, da utilizzare all’arrivo di inopportuni testimoni di Geova, insomma sono decisi a venderti la qualunque, all’infuori dell’anima.

L’unica via di scampo è fingere di perdere una banconota di venti euro, così ci si buttano a tuffo, dandoti il tempo di filartela all’inglese, raggiungere l’auto e sgommare via come se fossi tu il rapinatore.

Poi ci sono i giocolieri delle “tre carte”, che sanno attirarti più di un vitalizio a un politico, te ne vai con le tasche vuote ma contento, perché è così pittoresco, e cantando in perfetto accento napoletano:”io so pazzo, io so pazzo, perché non ho ancora capito che erano tutti complici del mazziere…. tranne me”.
L’autostrada poi ti può riservare più trappole delle postille in minuscolo di una azione subordinata della banca. A me è capitato di avere un camion che mi si è attaccato al
posteriore per una cinquantina di chilometri, solo quando mi ha accompagnato fino al posteggio in autogrill ho capito, era un furgone della Bostik.

Non parliamo di quelli che ti fanno i fari da dietro, quando capita penso che mi vogliano avvertire di un posto di blocco della polizia, poi radunando in fretta i neuroni del cervello mi dico che non può essere che lo vedano prima loro da dietro.

Vuoi che mi sposti per lasciarti strada libera?

Per chi mi hai preso, per Enrico Letta?, dove sta scritto che hai diritto di passaggio, e non tentare di rottamarmi solo perché vado a 110 sulla corsia di sorpasso, non sono lento, semplicemente sono diversamente veloce, ma poi dove credi di andare, ci sono altri imbranati peggio di me cinquanta metri più avanti, se però oltre ai fari mi suoni pure il clacson dò una leggera frenata e ti faccio vedere i sorci verdi, e in un attimo ti guadagni il diritto a posteggiare negli spazi riservati ai portatori di handicap.

Quello che più mi fa morire, dal ridere ovviamente, sono i cartelli luminosi che incontri in autostrada, tipo: “attenti ai colpi di sonno”, ma se non volevi che mi addormentassi perché hai fatto la strada diritta per centinaia di chilometri?

Poi c’è quell’altro che recita:” attenzione al tutor”, e già vedo quello che segue Alessandro del Piero che mi viene incontro tutto preoccupato di correggermi i congiuntivi. Le avventure di chi si lancia a 200 all’ora sulla corsia di sorpasso mai lasciandola neanche se fosse infestata dai germi del morbillo andrebbero raccontate dal migliore dei Dumas, già mi immagino Il suo tormentone: ”tutor per uno, un tutor per tutti”, tanto ( dice uno ), dopo venti chilometri all’assassina mi fermo sulla corsia d’emergenza a pisciare e ti frego il tutor (ma si becca però la buoncostume).

Un altro avverte:”non distraetevi col cellulare”, e che me frega, c’ho il tablet io, chè poi lo guardo solo per i film in streaming e per leggere l’oroscopo, io sono nato il 5 novembre, scorpione con ascendente cuspide, nel senso che se bevo troppo tutte le cuspide della tangenziale sono mie, chiaramente non in senso lato, più frontale direi.

Per ultimo lascio quello più minaccioso: ”alcool e velocità uccidono te e gli altri”, come commentarlo?

Forse per terrorizzare di più ed essere nello steso tempo protettivi avrebbero dovuto aggiungere:”..e mettiti la maglia di lana”, mia mamma avrebbe detto così.

Alla fine, se proprio non riuscite a fare partenze intelligenti, provate con arrivi geniali, fatevi scortare per tutto la durata del viaggio da un’autoambulanza e un’auto della guardia di finanza, e quando arrivate al cartello del vostro paese fermatevi davanti alla chiesa della
vostra parrocchia ed entrate ad accendere un cero per grazia ricevuta, con extenscion per qualche mese, perché tra partenze intelligenti e arrivi geniali non vi capiti di essere martirizzato dagli ignoranti autovelox, nel senso che ignorano come è messo il vostro conto in banca.


Partenze intelligenti – Articolo di Marco Fusi