Passeggiando per via Margutta in un tempo slabbrato

147

Sono tornata a via Margutta in un tempo slabbrato. Il mio blocco notes è pieno di tanti incipit da collegare presi a casa di Donna Pietra: la casa dove rimasi quasi muta, in attesa di ricomporre il puzzle.

Potrei scrivere gli appunti e le mie sensazioni, ma quando investono altre persone, io credo serva “sempre” un ok.

Detesto anche quelle operazioni che ricostruiscono dettagli privati dopo la morte, penso ai racconti postumi su Elsa Morante. Donna Pietra ha apprezzato la prima parte mi ha fatto sapere tramite Pino, l’amico in comune, ma “le relazioni hanno bisogno di pause”. In attesa di un nuovo incontro, sono a via Margutta in un Ottobre che sembra estate di un tempo slabbrato in cui il Covid con le mascherine ci ha tolto labbra e sorrisi.

Nell’atelier di via Margutta Pablo Picasso ha realizzato i costumi e le scene per Parade, un balletto del 1917.

I coniugi Benedetti Marret aprono spesso le porte del loro appartamento. Lo studio di Picasso è un locale piccolo, ma luminoso, con finestroni enormi ed un panorama meraviglioso: il Pincio, Trinità dei Monti. Lo studio è a pochi passi dall’hotel dove alloggiava. Aveva preso lo studio con Jean Cocteau. Nello studio Picasso ha dipinto magici personaggi, comprese grandi tele quali “L’italiana” e “Arlecchino e donna con collana”, capolavori del cubismo sintetico. A via Margutta sembra che il tempo si sia fermato. Anche in questo tempo “slabbrato” cammino e viaggio con la fantasia, pensando a Fellini che con la Masina viveva qui.

Simbolo indiscusso è la Fontana delle Arti, la fontanella a base triangolare. che raffigura in maniera allegorica le arti.

Location preferita per film come “Vacanze Romane”, “le modelle di via Margutta”, “Un americano a Roma”, ma anche “I miei primi 40 anni”. Ritmi lenti a via Margutta, sampietrini, rumore dell’acqua. Questo tempo slabbrato per respirare la magia di tanta storia.

Tempo slabbrato è la mostra dei cento pittori a Via Margutta inizialmente prevista dal 29 Ottobre al 1 Novembre ma, causa restrizioni Covid, è stata rinviata a Dicembre.

Tempo slabbrato, recuperare una dimensione umana nella caotica vita è certamente piacevole, sentire il rumore dei propri passi, dialogare con il proprio respiro, ma la magia si strozza in gola, scoprendo o meglio realizzando che il dialogo con il proprio respiro è l’ annuncio del “confinamento”. La guerra a questo nemico invisibile sta introducendo nuove parole, che prendono piede dopo il distanziamento sociale e il lockdown. Prende forma nel respiro strozzato “il coprifuoco, il confinamento. Senti avanzare l’isolamento degli anziani. Cerchi disperatamente il telecomando per uscire “da questo film”. In una bancarella prima di prendere il treno trovi un numero storico di Dylan Dog “L’ultimo uomo sulla terra”. L’umanità sconfitta da un raffreddore.

Lo prendi insieme ad ANNA di Ammaniti con la sua sensazione, che “questa vita non ci appartiene, ma ci attraversa”.