Il triste business delle passeggiate in montagna

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In montagna, un lago al centro, cerchi con i sassi. Posto alchemico.

Andavano lì i negromanti per fare riti magici. Le persone passano ormai è un centro commerciale, vestiti tecnici, colorati , sgargianti sono cose organizzate.

E’ da un po’ che si organizza tutto, comprese passeggiate in montagna, a me non piace. E’ un “business” e si è eretto a sistema, “organizzare” e “gestire” sono le due parole del sistema che si è diffuso come attività lavorativa di molti. L’organizzazione passa attraverso delle riunioni si comprano pacchetti. Si vendono i posti, posti storici, montagna, mare campagna è il nuovo lavoro.

Il sistema è performativo cioè sembrano performance hanno un inizio e una fine e sono predeterminate. Lasciano poco spazio alla libertà individuale quindi la gente nelle visite è superficiale si fanno battute, commenti e puttanate tutto questo in posti naturali come la montagna qui dalle mie parti.

Sono abituato a viaggiare. Non sono neanche nato ieri. Chi è nato oggi a 40 anni o a 60? Chi nasce oggi a 60 anni è un po’ matto secondo me poi non è sincero quindi solo interessato. Avrà pure un passato un uomo di 70 anni. Non si ricorda niente? Adesso che è una guida turistica o un filosofo? Strano visto che vent’anni fa non era nessuno!

Il passato esiste, sta nella memoria perché cancellarlo?

Danno biologico, la realtà cambia il cervello non funziona crea un reale molto differente non può pensare va solo avanti e procede razionalmente gli vengono date informazioni per comprendere la realtà e il soggetto interagisce con il mondo circostante quasi fosse un automa ma distaccato dall’ambiente. L’ambiente lo analizza per passarci sopra ma è indifferente, lo attraversa non è che lo abita.

L’uomo non sa più chi è, è una biotecnologia. E’ funzionale serve a lavorare.

Nuvole in montagna, “voooooom” , vento ,tuoni, comincia un po’ a piovere.

“Mamma controlla sullo smartphone che succede, quando smette, ma non l’avevano previsto?”

“Continuiamo”: urla la guida “sono nuvole passeggere, più avanti vedrete che si apre!”

“Mamma, che palle!”

Il gruppo continua a camminare la lieve pioggia passa, le nuvole si aprono e esce un leggero sole.

La guida:“Vedete non c’è da preoccuparsi arriviamo alla vetta c’è una conca con un lago”

Un partecipante:“Ma quanto ci vuole ancora?”

“E’ sicuro?”

“Io ho dei bambini”

La guida: “Dai ragazzi fidatevi staremo a casa per le otto di sera”

Il gruppo continua a salire, il viottolo è ripido, è battuto ma crea qualche problema e un po’ scivola, è anche lungo, il percorso, in tutto ci vogliono tre ore a salire a passo svelto poi ben attrezzati, le scarpe devono essere buone e ci vuole una tecnica per arrampicare in salita e per scendere in discesa, non è facile ma neanche difficile basta guardare dove metti i piedi.

Poi c’è il bosco, le foglie secche gli alberi tagliati, ci vanno a fare legna quelli del posto.Ci portano anche le mucche a pascolare in montagna, puoi sentire dei campanacci e sono delle mucche che pascolano ce l’hanno appesi al collo.

In montagna i suoni si sentono non è come la città, dove è normale la confusione se si sta in silenzio si possono ascoltare i suoni della natura come il vento , la pioggia, i fulmini, i tuoni non sono digitali non bruciano il cervello. Poi ci sono gli odori gli odori; dell’erba bagnata, dello sterco delle vacche ,dell’aria che è piu’ rarefatta.

Pian piano il gruppo arriva in cima, vedono il lago nella conca.

Un partecipante: “Quello è il lago?

La guida: “Si”

“Pensavo meglio, è un laghetto non un lago!”

“Sul sito sembrava più grande.”

Altri accompagnatori: “Ecco siamo arrivati, vi piace? Dai fate qualche foto”

“Mamma torniamo a casa?”

“Si adesso torniamo amore”

La mamma “ Quando si scende? Mia figlia è stanca!”

“Chieda all’altro accompagnatore io ho da fare”

Il gruppo scende ritorna al punto di partenza guidato dagli accompagnatori.

La gita è finita, una foto su facebook.

Poi più niente!