E’ appunto, per antonomasia, la peste che fu per secoli, con la fame e con la guerra, il triplice terrore dei popoli. Lunga è la storia delle epidemie di peste bubbonica in Italia.

Ce ne furono infatti negli anni :

  • 167-70 (peste di Cipriano);
  • 531-99 (peste di Giustiniano e Procopio);
  • 747-67;
  • 1340-400 (peste di Boccaccio);
  • 1405-1493-1501-1599;
  • 1624 (Sicilia):
  • 1630-31 (peste di Manzoni);
  • 1656 (peste di Gastaldi);
  • 1691 (Bari);
  • 1743 (Messina);
  • 1815 (Noja di Puglie).

Si discute se una delle famose piaghe di Egitto fosse peste bubbonica. Così pure si discute ancora se fossero bubboniche la peste di Tucidide o peste di Atene (430 anni circa av. C.) e la peste Antonina (138-161 av. C), di cui diede un cenno Galeno.
La maggior parte degli autori ritiene che questa epidemia sia iniziata, per lo meno sotto forma diffusa, nei primissimi tempi del cristianesimo, e poi si sia andata sempre più estendendo, man mano che la fede nuova introduceva costumi contrari all’igiene.

La prima epidemia di peste bubbonica, di cui s’ha notizia storica indiscutibile, è quella che va col nome di peste di Cipriano, cioè nei primissimi tempi dell’era nostra.

Un’altra terribile, di cui troviamo notizia in Procopio, è quella che va sotto il nome di peste di Giustiniano dal 531 alla fine del 600. Poi segue una pausa, interrotta probabilmente da poche altre di queste pestilenze, una delle quali forse anche in Sicilia nel 700, finché si arriva alla terribile epidemia descritta dal Boccaccio, che a Firenze e in altre parti d’ Italia menò stragi spaventevoli.

In questo triste periodo in cui il mondo lotta contro la pandemia di Covid-19, altrimenti detto Coronavirus, in molti si dilettano a studiare le epidemie che l’umanità ha dovuto fronteggiare nei secoli passati. Chi avrebbe mai immaginato una cosa del genere? La peste bubbonica sembrava così lontana. Eppure la storia ci punisce sempre e gli eventi tornano indietro. Il Coronavirus non è certamente paragonabile alla peste ma l’impatto che sta avendo sulla nostra società globalizzata è enorme.

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