“Preferisco” (pensieri liberamente tratti da “Possibilità” di Wislawa Szymborska)

Wislawa Szymborska (poetessa polacca, 1923) Nata a Kornik in Polonia occidentale, studia Lettere e Sociologia a Cracovia.

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Preferisco i libri.
Preferisco i quadri.
Preferisco gli alberi che sussurrano al vento.
Preferisco Antonio Tabucchi a Carducci.
Preferisco me che se ne va, a me che manda via.
Preferisco avere sottomano penna e concetto.
Preferisco il colore verde.
Preferisco non decidere chi abbia la colpa.
Preferisco le regole, ma amo le eccezioni.
Preferisco fare prima.
Preferisco non andare affatto dai medici.
Preferisco i manifesti cinematografici.
Preferisco il ridicolo di essere pazzi, al ridicolo di esser seri.
Preferisco festeggiare a caso.
Preferisco gli amorali ai falsi moralisti.
Preferisco i sani no ai sì che distorcono.
Preferisco la luna senza ombre.
Preferisco il mio paese alle valigie da preparare.
Preferisco dare ancora un’ultima possibilità.
Preferisco la calma dell’ordine al caos della mania.
Preferisco l’articolo completo ai titoloni.
Preferisco alberi e fiori in campagna che sui miei tavoli.
Preferisco avvicinarmi ai cani.
Preferisco gli occhi che ti guardano a quelli che ti spiano.
Preferisco non rimettere a posto l’armadio.
Preferisco ancora altro che non ha ancora un nome.
Preferisco le lettere ai calcoli.
Preferisco il tempo relativo a quello oltre lo spazio.
Preferisco credere che ci possano essere dei sospetti.
Preferisco chiedere per sapere.
Preferisco pensare che ogni cosa abbia una ragione e non una scusa.
Preferisco la poesia al farmi venire un infarto.

Le mie “possibilità“, liberamente tratte da Wislawa Szymborska.
(Si ricomincia a scrivere di getto)

Possibilità – Wislawa Szymborska

I prefer movies.
I prefer cats.
I prefer the oaks along the Warta.
I prefer Dickens to Dostoyevsky.
I prefer myself liking people, to myself loving mankind.
I prefer keeping a needle and thread on hand, just in case.
I prefer the color green.
I prefer not to maintain that reason is to blame for everything.
I prefer exceptions.
I prefer to leave early.
I prefer talking to doctors about something else.
I prefer the old fine-lined illustrations.
I prefer the absurdity of writing poems, to the absurdity of not writing poems.
I prefer, where love’s concerned, nonspecific anniversaries that can be celebrated every day.
I prefer moralists who promise me nothing.
I prefer cunning kindness to the over-trustful kind.
I prefer the earth in civvies.
I prefer conquered to conquering countries.
I prefer having some reservations.
I prefer the hell of chaos to the hell of order.
I prefer Grimms’ fairy tales to the newspapers’ front pages.
I prefer leaves without flowers to flowers without leaves.
I prefer dogs with uncropped tails.
I prefer light eyes, since mine are dark.
I prefer desk drawers.
I prefer many things that I haven’t mentioned here
to many things I’ve also left unsaid.
I prefer zeroes on the loose, to those lined up behind a cipher.
I prefer the time of insects to the time of stars.
I prefer to knock on wood.
I prefer not to ask how much longer and when.
I prefer keeping in mind even the possibility
that existence has its own reason for being.