Frosinone da qualche settimana ha un’aria irrespirabile. Non è certamente colpa dell’inquinamento da polveri sottili di cui la città detiene il primato.

Sabato 22 Giugno avrà infatti luogo il primo Pride. La città di Frosinone è stata scelta con un referendum on line organizzato da LAZIO PRIDE. A Frosinone come si evince dal clima che si è creato ci sta poca conoscenza della tematica, DELL’UNIVERSO LGBT.

Non ci sono infatti locali, ne punti di incontro anche se va segnalato un coraggioso collettivo: “Ugualmente”, che organizza convegni, dibattiti, presentazioni di libri. Centro di ascolto con AGEDO. Qualche iniziativa di Possibile. Poi il vuoto, tanto che la città si è divisa in guelfi e ghibellini con una fascia di indifferenti. Non è problema mio. Il primo ostacolo è stato ottenere un percorso che desse visibilità alla manifestazione. Via Aldo Moro è il cuore della città nella bassa. La città è divisa in due. Il centro storico nella parte alta, un ascensore inclinato collega la città e proprio in questi giorni è stato riaperto un viadotto che era crollato per una frana.

Sul percorso in rete sono arrivati consigli, che dimostrano quanto bisogno ci sia di far conoscere nella città l’altra parte dell’universo.

Dove c’è cultura non ci sta paura dell’altro, non siamo dei cloni e per fortuna la natura ci ha fatto tutti diversi e unici, anche quelli che sembrano due gocce di acqua. Leoni da tastiera hanno proposto di far sfilare il corteo al cimitero con un biglietto di sola andata.altri hanno suggerito l’ asse attrezzato, luogo dove squallidamente viene comprato il sesso anche di ragazzine italiane e straniere. Luogo dove padri di famiglia del Mulino bianco cercano trans, ma nell’oscurità e lontano dagli occhi tutto è concesso. Indignati per due “chiappe al vento” in via aldo moro, tacciano su quanto accade sull’asse. Qualcuno ha suggerito i forni crematori, si invita ad uscire con le carabine , ad accogliere il corteo con accendini dai balconi. Nomi e cognomi appaiono pubblicamente nei commenti sotto gli articoli delle testate on line.

A Frosinone si evince che l’omosessualità sia considerata ancora una malattia da curare, un castigo di Dio.

Si dividono gli omosessuali, quelli seri non esibiscono la loro natura. Un’orda di depravati e depravate che girano ”vestiti nudi” muniti di guinzagli è attesa in questo immaginario. Non si comprende il senso di ”questa carnevalata” così viene chiamata e si interrogano perché non ci sia la sfilata degli eterosessuali, di quelli normali come loro. Inutile spiegare che questa sfilata serve ad abbattere il concetto di chi sia il normale ,a denunciare gli episodi di bullismo, di razzismo. Al momento la Provincia, i comuni di Ferentino, Alatri, San DONATO hanno dato il patrocinio, ma non il comune che ospita il Pride. Saranno nel corteo al momento il Partito democratico, Possibile e Rifondazione comunista, l’ANPI e la CGIL, il Collettivo Ugualmente e Frosinone Bella e Brutta.

Va espressa piena solidarietà a Luxuria, che nel sostenere il Pride dai soliti leoni da tastiera. E’ stata definita ANIMALE e Frocio di merda.