Prima dell’alba


Quando la sera ti conduce dentro

momenti che il giorno

non pensi,

saltando ostacoli

speri di oltrepassare

la soglia

e trovare la  speranza:

la soluzione di tutto.

Quando la malattia coglie

impreparati e la mente non

condivide quel dramma

cercando sempre chi sta

peggio di te.

Salendo le scale

del perdono

arrivi in alto

pregando Santi che nemmeno

conosci

e il cuore aprendosi

alla gioia

nella consapevolezza che

l’aiuto mirato arrivi.

E quella sera

il tuo cuore si calmò

e la tranquillità si

impossessò di esso

eri fiduciosa,

ma nella notte un tonfo,

un sordo malessere

ti svegliò,

dovevi andare a vedere

a trovare il tuo piccolo

in ospedale

luogo dove era nato e ancora rimasto

per tanto, troppo tempo

senza capire il male  fatto

per il castigo subito.

Quel dolore sordo al petto

un richiamo

l’ultimo legame prima del passo

successivo,

Giunti, era ancora li, con il respiro

confuso,

ti ha atteso, per darti il

suo ultimo sguardo.

Allora senza indugio

chiedesti quel bimbo

piccolo pezzetto d’amore

per tenerlo tra le braccia

gioia negata da sempre.

Lo portasti via, era notte,

si potevano eludere le regole,

si andò dentro un mare di strade

con la tragedia nel cuore e

il dolore che urlava al mondo

l’ingiustizia subita.

Prima dell’alba

fermi per ascoltare

il silenzio

Il sole stava sorgendo,

il suo bagliore

portò via

quel cuoricino

sopra le nuvole

dove l’arcobaleno

ai bordi

dell’aurora

lo conduceva oltre la vita.


Prima dell’alba

Poesia di Annamaria Gennaioli