Qualche dritta sul mondo dei transgender

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Ho pensato molto all’inizio di questo articolo, cestinando idee su idee, senza trovare le parole adatte per affrontare un argomento che mi tocca così da vicino.

Nella mia carriera ho sempre scritto su ogni argomento, trama… Il ghostwriter è un bel lavoro, lo ammetto, come vorrei ammettere che, di contro, mai avrei pensato di affrontare un simile argomento.

Pensando e cestinando, sono arrivato ad una conclusione: partiamo dagli albori, dalla storia di una minoranza che solo recentemente ha deciso di farsi sentire ma che, nella storia umana, è sempre stata presente.

La prima traccia di transessualità, o presunta tale, risale alla civiltà egizia, nel lontano 1490 a.C., annata in cui l* reggente Hatchepus, per poter regnare, ha vissuto con una barba posticcia e come un uomo fino alla sua morte.

Percorriamo il tempo fino a metà del XX secolo, periodo in cui la comunità transgender inizia ad unirsi e ad avere consapevolezza di sé in quanto comunità.

Passando direttamente a delle personalità chiave che penso siano importanti da conoscere, vorrei rendervi noto il leader di un’antica band jazz di nome Billy Tipton, nato donna e vissuto da uomo dal 1940, fino alla sua morte, avvenuta nel 1989.

Un’altra personalità interessante fu senza dubbio Christine Jorgensen, transgender MtF che dichiarò per prima l’utilizzo di trattamenti medici per modificare il corpo biologico e renderlo compatibile con il corpo femminile.

Ce ne sarebbero altri, di esempi, ma non finirei più di scrivere e, detto fra noi, preferisco entrare nel vivo dello scritto.

Nel corso del tempo mi sono state poste molte domande sia da persone transgender che da persone cisgender, ovvero non trans.

Grazie anche all’aiuto e alla collaborazione che delle pagine dedicate, ho avuto la possibilità di stillare una lista con tutte le domande più ricorrenti e, in questo articolo, proveremo da darvi una risposta.

Non mi addentrerò nella filosofia e nei luoghi comuni che vede le MtF come povere vittime del mondo, gli FtM come dei senza orgoglio montati ecc., questa è una lotta tra fazioni estremiste che non mi riguarda, al massimo posso darvi un parere personale.

La situazione precedentemente descritta, che ondeggia fra vittimismo, una lotta al pregiudizio mal riuscita e il piagnisteo comune… Beh, non mi risulta esser figlia della logica.

Oltre portare vergogna alla comunità e una disunione che di certo non porta nulla di buono, non è in grado di fare, quindi non sprecherò altre parole sulla questione.

Stendiamo un velo pietoso, continuiamo il nostro viaggio e addentriamoci verso una delle domande più frequenti.

A quale percorso e trattamenti medici ricorre una persona transgender ?

Molto bene, iniziamo rispondendo ad una delle domande più frequenti e che accomuna, almeno in parte, sia MtF che FtM.

Specifico che parlerò del percorso dal punto di vista del metodo italiano.

Una persona che si identifica nella condizione di transgender deve iniziare il suo viaggio con un percorso psicologico e/o psichiatrico che lo/a porterà ad avere l’attestazione della propria condizione e l’accesso alle cure mediche che ne derivano.

L’attestazione è per la Disforia di Genere, un argomento che approfondiremo nei prossimi articoli.

Per questo bisogno vengono incontro ai cittadini delle strutture pubbliche o alcuni privati certificati.

Per questioni legali non andrò a citare alcuna struttura o privato, però sappiate che basterebbe una semplice ricerca in internet o domandarlo a chi ha già iniziato il percorso per scoprirne i nomi e le ubicazioni.

Personalmente mi sono rivolto ad una struttura pubblica sita a Roma, ma dipende da sé e dalle proprie finanze, perché anche questo va controllato, quale sia la giusta via.

Durante le sedute verranno fatte delle visite preliminari in cui la persona transgender si confronterà con il/la terapeuta e poi si passerà alla fase dei test.

Per me, l’ultima fase, è stata la più divertente, in quanto i test sembravano molto simili a quelli della personalità che si possono trovare sulla maggior parte dei social, ma ognuno avrà il proprio impatto emotivo.

Quello che mi sento di dirvi, però, è che non sarà nulla di così terribile come può sembrare, ma saranno solo un paio di chiacchiere e qualche crocetta.

Voglio giocare d’anticipo e prevenire la domanda: perché devo farlo per forza?

Perché non si può iniziare la terapia ormonale se si hanno altre patologie che potrebbero sbalzare l’effetto della disforia.

In breve esistono patologie, quali la dissociazione dell’identità e la schizofrenia che potrebbero far credere al soggetto di soffrire di disforia di genere, dando però solo una falsa ottica di sé.

Se i test vanno per il verso giusto e l’individuo viene definito sano, allora verrà fornita la relazione psicologica.

Parlando di prezzi: i minorenni non pagheranno alcuna cifra, ma servirà la presenza dei genitori e le loro firme, sia per iniziare le visite, sia per prendere la relazione.

I maggiorenni dovranno pagare una cifra precisa per accedere ai test e alla relazione finale, ma non avranno bisogno di alcun tutore per iniziare.

So che non era da specificare, ma a volte mi viene chiesto, quindi specifico.

Una volta raggiunto il primo step, si passa ala secondo: le analisi preliminari per vedere se si hanno patologie prima di prendere la terapia.

E bene sì, anche a livello fisico bisogna fare dei controlli prima di avere quella dannata prescrizione.

Gli esami saranno i classici di routine: sangue, elettrocardiogramma, urine, una scheda dove sarà necessario fornire la storia clinica propria e dei propri consanguinei e, talvolta, un’ecografia pelvica.

Specifichiamo anche in questo caso: la terapia può aumentare il rischio di tumore, quindi in caso vi siano storie pregresse di tumori a livello familiare o, ahimè, proprio nel soggetto, verranno richiesti ulteriori accertamenti.

Fin qua il percorso è identico…Ma ora?

Ora dobbiamo distinguere.

Partiamo dalle ragazze/donne MtF che la cavalleria è sempre di buon gusto.

Dunque signore!

Nel vostro caso vi verranno prescritti dei farmaci in pastiglia, iniezioni intra-muscolo o cerotti.

I più probabili saranno i farmaci in pastiglia, ma parlatene con il/la vostro/a specialista.

Cosa contengono queste pastiglie?

Contengono estrogeni, ovvero il mix di estradiolo, estrone ed estriolo che compongono gli ormoni femminili.

Insieme agli estrogeni vi verrà prescritto il progesterone, uno stimolatore di ricettori progesteronici.

Gli effetti dell’assunzione di questi farmaci sono svariati e la lista che segue sarà meglio “prenderla con le pinze”.

Ogni corpo è sé e parlare di un risultato uguale per chiunque sarebbe una fantasia e di certo non corrisponde alla realtà:

– Risconterete una crescita del seno, capezzoli ed aureola compresi.

– In alcuni casi la voce potrà diventare più acuta, ma nella maggior parte resterà profonda.

– In tessuto adiposo si sposterà sulla zona di fianchi e cosce, mentre la muscolatura sarà notevolmente minore.

– La percezione della stanchezza fisica avverrà prematuramente rispetto al passato.

– I capelli si infoltiranno e il resto della peluria diminuirà.

– L’odore corporeo diventerà più dolce.

– L’attività sessuale sarà compromessa e diminuirà drasticamente. Scroto e testicoli si atrofizzeranno e la fertilità sarà compromessa a sua volta.

– L’umore rischierà di essere altalenante a causa dell’amplificazione delle emozioni.

Passiamo adesso ai ragazzi/uomini FtM.

Nel vostro, nostro, caso, verrà prescritto il testosterone, ovvero l’ormone maschile per eccellenza.

L’assunzione avverrà nella maggior parte dei casi tramite iniezione intramuscolo da fare ogni 25/28 giorni, ma in altri casi verrà prescritto l’androgel, un gel da applicare ogni giorno e che rilascia quantità di testosterone giornaliero.

Di cosa è composto questo testosterone?

Una persona potrebbe pensare che il testosterone sia uno e stop, ma in realtà non è così.

Si tratta infatti di un mix fra testosterone propinato, testosterone fenolpropinato, testosterone isocaproato e testosterone decanoato.

Come già detto per le signorine nelle precedenti righe, anche in questo caso prendete “con le pinze” gli effetti che sto per elencare poiché anche qua tutto dipende dalla genetica personale:

– I seni diminuiranno in quanto la ghiandola mammaria andrà ad atrofizzarsi, ma nelle taglie forti non scomparirà mai del tutto.

– Il tessuto adiposo si sposterà sui glutei e zona addominale, mentre la muscolatura tenderà ad aumentare. La fatica sarà sentita a livelli minori rispetto a prima.

– Vi sarà un ispessimento della peluria e crescerà la barba. Riguardo quest’ultima ci vorranno dai sei mesi ai due anni e non è detto che crescerà obbligatoriamente.

– I capelli non cresceranno più velocemente come un tempo e potrebbe comparire calvizie.

– La pelle diverrà grasse e sarà soggetta ad acne, come nella pubertà.

– L a voce si modificherà totalmente, in quanto si andranno a ispessire le corde vocali.

– L’odore del corpo sarà più acre.

– L’attività sessuale sarà nettamente maggiore. La clitoride aumenterà di grandezza e vi sarà una vera e propria erezione della clitoride. Anche in questo caso si sarà soggetti alla sterilità in quanto si andranno ad atrofizzare le ovaie.

– Il mestruo scomparirà entro 2/6 mesi dall’assunzione del testosterone.

– A livello di umore potrete riscontrare più irascibilità e dell’aggressività.

Passato un anno da quanto avrete iniziato entrambi/e la terapia ormonale e fatto visite ogni sei mesi, vi verrà rilasciata anche l’attestazione endocrinologica.

Da qui, potrete iniziare con l’iter legale.

Anche in questo caso vi saranno due strade, ovvero il gratuito patrocinio oppure la via privata per “tasca propria.

L’unica cosa che cambia è che nel primo caso l’iter e l’avvocato li paga lo Stato, nel secondo caso paga tutto il soggetto coinvolto.

Naturalmente per accedere al primo caso vi sarà il bisogno di una attestazione di reddito.

Una volta arrivato il fatidico giorno dell’udienza la presenza sarà necessaria.

Per codice d’abbigliamento è meglio vestirsi in maniera adeguata ma fosse per me ci potreste andare in tuta da sub.

Verranno poste delle domande, l’avvocato parlerà con il giudice e fine dell’udienza.

Talvolta sono richieste ulteriori udienze, ma ogni tribunale è a sé e non mi sento di entrare in dettaglio, sarebbe un argomento troppo lungo.

Passiamo direttamente alla fase in cui si ha avuto l’ok per il cambio documenti ed operazioni, saltiamo a “piedi pari” tutti i documenti che devono essere cambiato e arriviamo direttamente alle operazioni.

Partiamo sempre dalle ragazze/signore MtF.

Nel loro caso le operazioni possibili saranno:

Vaginoplastica: consiste in due fasi articolate con il nome di demolitiva e ricostruttiva.

Nella prima fase si esporteranno testicoli, epididimi e funicoli, corpi cavernosi e uretra peniena.

Nella seconda fase si andrà ad introflettere come un guanto la pelle del pene e dello scroto per ricoprire la parte ricavata fra retto e vescica.

Una porzione del glande verrà conservata per ricavarne una clitoride e avere sensibilità durante i rapporti, almeno in una percentuale del 70/80% delle operazioni.

Mastoplastica additiva: Operazione comune per aumentare le mammelle e armonizzarle fra loro. Dopo un’anestesia totale viene inserita una protesi dentro il seno tramite svariati metodi: metodo sottoghiandolare, ovvero sotto la ghiandola mammaria, sottomuscolare, ovvero sotto il muscolo pettorale, dual plane, ovvero nella parte superiore la protesi è coperta dal muscolo pettorale, nella inferiore dalle ghiandole.

In caso di problematiche come la peluria in eccesso basta il laser.

In caso si abbiano problemi con il viso le operazioni migliori sono quelle al naso e alla mascella.

Ci tengo a specificare che, anche in questo caso, ogni corpo è a sé e solo il/la specialistica potrà indirizzarvi verso l’operazione migliore.

Passando ora ai ragazzi/uomini FtM:

Anche in questo caso le operazioni possibili sono:

Isterectomia: consiste nel rimuovere utero e ovaie. Le nuove tecnologie permettono un intervento in laparoscopia, ovvero tramite l’inserimento di microstrumenti tramite delle incisioni.

In pratica si va ad asportare e cauterizzare utero ed ovaie.

Può essere anche fatta in modo parziale ma non è questo il caso a cui facciamo riferimento.

Falloplastica: consiste nel creare un pene.

Precedentemente a questa operazioni viene fatto l’allungamento della clitoride.

In seguito verrà asportato un lembo di pelle da una parte del corpo, generalmente dall’avambraccio, dalla coscia, o dal pube, con tanto di nervi e vasi.

Verranno asportate le piccole labbra.

Si creerà un tubicino che fungerà da uretra, dopo di che si costruirà intorno alla struttura un ulteriore tubo che costituirà il corpo del pene.

In questo modo il/la specialista avrà creato un vero e proprio fallo.

Verranno unite insieme entrambe le strutture e verranno anche create delle protesi per i testicoli da inserire all’interno dello scroto. Per avere l’erezione verrà inserita una protesi peniena, una specie di pompa che permetterà l’erezione.

Il tutto verrà poi ricoperto dalla pelle precedentemente prelevata.

Mastectomia: consiste nella rimozione totale dei seni.

Di base, la tecnica più usata è la periareolare, che consiste in un’incisione lungo il perimetro dell’aureola mammaria, ovvero dove la cicatrice aureolare potrà confondersi con il colore della pelle.

Si andrà inoltre a tagliare nella parte sottostante al seno per rimuovere il resto.

Esistono anche ulteriori tecniche, ma preferisco non andare in dettaglio e non rischiare di cadere in errore.

Oltre a queste operazioni mi sento di elencarvi degli altri metodi di modificazione, anche temporanei.

Per la barba è possibile acquistare dei prodotti che ne favoriranno la crescita.

Riguardo il fallo, se non si vuole intraprendere la strada della falloplastica oppure si è in attesa della stessa, si può ricorrere ad un packer, ovvero una protesi che va a simulare in forma e funzionalità un pene.

L’erezione è possibile tramite un’asta da inserire nella protesi e sì, prova stimolazione sessuale anche chi lo indossa.

Questa volta passiamo al seno. Tramite fasciate o binder, una fascia contenitiva fatta a posta, si va a fasciare premere il seno verso il petto, risultando così piatti.

Finalmente tirate un sospiro di sollievo, la parte pesante è finita!

Adesso tutti e tutte vi siete informati ed informate, siete carichi e cariche ma qualcosa vi blocca.

Una piccola, fastidiosa, voce, inizia a farsi strada nelle orecchie.

Come lo dico ai miei genitori e/o parenti?

Eh, questa non è una domanda facile.

Ognuno ha un proprio carattere ed io non entrerò nel dettaglio di cosa si può dire o non dire, né tantomeno vi fornirò una “magica pozione” per riuscire nel vostro intento di fare coming out.

Concedetemi però di donarvi qualche consiglio, come se fossi un fratello maggiore o un amico.

So che molte situazioni sono al limite dell’inevitabile e per queste posso solo dirvi che esistono numeri appositi per denunciare e che siano parenti o genitori poso importa, non gli dovete la vita e nemmeno il silenzio di fronte al vostro star male.

Per le situazioni meno problematiche, almeno all’apparenza, posso solo dirvi di mostrarvi sicuri/e, di non piangere e di essere tranquilli/e quando verranno poste domande.

So che può sembrare difficile, ma tutto deriva da quanto lavoro su di sé si è fatto prima di dichiararsi agli altri.

In poche parole vi consiglio di capirvi e di accettarvi prima da soli o da sole, poi di parlarne in famiglia o con gli altri in generale.

La sicurezza in certe situazioni degenera, ricordatevi che la legge è dalla vostra parte.

E poi parliamoci chiaro: veramente è da considerare genitore colui o colei che alza le mani sui figli?

Considerereste degno o degna di rispetto colui o colei che rinnegano la propria prole perché la stessa anela alla libertà?

Vorrei parlarvi anche della transfobia interiorizzata e del fenomeno del misgendering, ma questi argomenti, lettori e lettrici, saranno trattari in un futuro articolo…

Ringrazio l’associazione collettivougualmente e la pagina instagram: wearetransaf per il sostegno.