Quelle che si svegliano alle 4 di mattina

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Alle 4 di mattina si sveglia un nutrito popolo quelli delle 4 di mattina, lei è venuta a trova casa mia, è arrivata, avevo appena finito di rileggere il bacio di Buzzati. A casa mia ogni tanto bussano donne particolari, entrano, si siedono e cominciano a parlare. Sono donne che incontro, mentre vado camminando per Roma alla ricerca di quel writer che va scrivendo la mia storia. Quel writer di storie sui muri, che esce a sorpresa e mi lascia le parole non dette, quelle che non sai dove finiscono. Lei l’ho conosciuta per caso, una mattina, una domenica mattina di questo tempo slabbrato, di questo tempo che ci vede camminare con una mascherina e distanziati, guardando l’altro come un probabile untore, untrice. Io sento un odore particolare, che emanano certe donne, quelle che pensano di avere dentro una storia banale di un fantasma, che le tiene prigioniere. Hanno voglia di parlare, ma non le ascolta nessuno.

Adesso poi con il distanziamento sociale alle fermate della metro, dei bus non ti ascolta più nessuno, neanche se urli da qui cosa devo prendere per andare all’inferno?

Ci sono momenti che le donne che mi attraggono non sanno proprio dove andare, sono in fuga da se stesse ,alla ricerca dell’altra se stessa che hanno smarrito -Donne che per cercare l’altro perdono se stesse. Questa l’ho conosciuta una domenica mattina alla fermata di piazza Mirti, anche io camminavo alla ricerca della donna, che abita dentro di me. Se dentro di te non vive un’altra persona, che si comporta come una mina vagante. Lascia perdere, non puoi capire. Poche persone alla fermata, mi guarda “scusi come faccio per cercarlo? Chi, mi scusi …Una voce fuori campo “è matta, cerca il marito, morto tempo fa”. Lei urla “non è vero, mi sta chiamando, devo cercarlo. Dove finiscono i fantasmi, che per farti un dispetto si nascondono e poi vogliono essere cercati”. Ah penso a Roma non è semplice ritrovarsi, si cambiano abitudini, giri, puoi fare una buca, camminando ore avanti e indietro con la speranza di uno scusi nella folla.

Mi lascio prendere la mano, aveva 16 anni, abbandona il corso di parrucchiera per seguirlo, diventa la cuoca della trattoria. Lei non lo sapeva. Era un malato dell’anima. Non stava bene con l’altro, che abita dentro di lui. Ogni tanto la sua mente prende un’altra direzione e sparisce. Senza dirle niente esce di casa con uno zainetto, poi fa ritorno nella trattoria, dimenticandosi che era andato via. Io che vedo sempre un cuore sfracellato nelle buche romane penso che questo Ulisse tornerà nella trattoria. In un istante di pausa del suo parlare dico ”andiamo in trattoria, tanto sto camminando per trovare l’altra che abita dentro di me”. Lei fa una faccia triste “dopo i primi mesi di Covid da sola non sono riuscita a tenere la trattoria, anche quando hanno dato la possibilità di aprire per l’asporto, non avevo clienti. Da noi venivano quelli dei ministeri, degli uffici, quelli che lavorano adesso da casa,non so come si dice, io capisco l’italiano del popolo ,non le lingue straniere. Lui sarà passato, avrà trovato i cartelli con entrate con la mascherina, misuratevi la febbre, avrà pensato che sono impazzita pure io. Non lo se ha capito che stiamo in guerra con uno invisibile.

A casa gli dava fastidio il rumore, la televisione l’accedevamo, solo immagini, senza voce. Le guardo i piedi, indossa delle ballerine.

Sentendosi osservata mi dice “non fanno rumore“. Uscito prima di Pasqua ,ho avuto la sensazione di vederlo a Ferragosto, l’ho inseguito, ma è svanito in via delle susine. Un ‘altra volta a piazzale Alessandrino. La notte puntualmente alle 4 mi sveglio, accendo la radio e mi arrivano canzoni che sembra abbiano scritto per lui“. Stamattina o meglio stanotte lei ha bussato a casa mia, un caffè dalla radio “io ti faccio del male” di Enrico Capuano ci sono troppi spigoli nei miei giorni, ti ferisco, disturbo i tuoi sonni e si snodano parole, che sembrano le nostre. Dopo il caffè e le note della canzone, è andata via…senza salutarmi, senza dirmi se sarebbe tornata. Con i fantasmi si diventa fantasmi. Nel tentativo di cambiare il fantasma si cambia se stesse. Spengo la radio per uscire a trovare l’altra che abita con me.

Non so di chi sia l’immagine di donna, che mi è venuta incontro…mentre scrivevo.