Questi non ciberà terra né peltro

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Su dantepertutti.com del 24.11.2015

Immagini il lettore di lanciare uno sguardo a Virgilio, mentre con un’occhiata affettuosa dice a Dante che si rende necessario seguire una strada diversa, se egli vuole allontanarsi dalla selva del peccato e del dolore. Il poeta non ha creduto ai propri occhi quando, sul pendio che si diparte dalla selva, ha visto davanti a sé la sagoma indistinta del grande poeta latino.

Siamo nel primo canto dell’Inferno, e ne descriviamo la terza e ultima parte. Virgilio continua: “Perché questa fiera, a causa della quale tu implori soccorso, non permette che altri attraversino la sua strada, ma tanto lo impedisce che li distrugge; e la sua indole è così malvagia, che mai non empie la bramosa voglia, e dopo aver pasteggiato è più affamata di prima. Sono molte le persone alle quali si unisce, e lo saranno sempre di più, infin che ’l veltro verrà, che la sopprimerà con il dolore che merita”.

Dunque il veltro.

Ce ne parla Virgilio in tono appassionato, mentre Dante lo fissa con gli occhi sgranati: “Questi non ciberà terra né peltro, ma nutrirà il suo spirito nel nome della Trinità Divina, e avrà umili origini. Salverà l’Italia decaduta, a causa della quale persero la vita la giovane Camilla, Eurialo, Turno e Niso a causa delle ferite. Questi la inseguirà per ogni luogo, fino a che non l’avrà rispedita all’Inferno, da cui la fece uscire Lucifero”.

“Per cui io per il tuo bene”, incalza Virgilio, “sono del parere e giudico opportuno che tu mi segua, e io ti guiderò, portandoti in salvo da qui attraverso l’Inferno; dove ascolterai urla disperate, e vedrai gli spiriti più rappresentativi di ogni peccato espianti la pena da lungo tempo, che invocano tutti la dannazione eterna; e vedrai le anime penitenti liete di soffrire, perché hanno la speranza di pervenire a tempo debito tra le beate genti”.

Detto ciò, Virgilio si concede una pausa. Breve. In attesa di sferrare l’attacco finale.