Recensione: “I Mille Volti di Francesca” di Enrico Teodorani

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“Nell’oscurità della notte faccio sogni orribili. Un mostro è fermo in fondo al letto e mi guarda. Vorrei reagire, ma sono immobilizzata. Prigioniera nel più atroce degli incubi, non posso difendermi. So che è un sogno, ma non riesco a svegliarmi. Tutta la stanza è avvolta in un silenzio sepolcrale. Mi volto verso Enrico, che dorme e sembra stia sognando. Forse sono dentro a un suo sogno? Il mostro continua a fissarmi senza fare altro, mentre attraverso la finestra una brezza dolce entra soffiando. Il tempo sembra essersi fermato, e quegli occhi continuano a fissarmi. Sto tremando. Il mostro sta salendo sul letto. Vuole proprio me, ora lo so, e grido, grido più forte, sempre più forte.”

La prefazione a questa raccolta di racconti illustrati di Enrico Teodorani, scritta dall’autore stesso, inizia con questo frammento tratto da un diario della moglie Francesca (Paolucci, anche lei scrittrice e fumettista), musa ispiratrice dell’opera (pubblicata da Tora Edizioni).

Sarebbe fin troppo facile dire che questi racconti (meravigliosamente illustrati, tra l’altro) a metà fra l’orrore e l’erotismo sono la metafora dell’inferno interiore di una ragazza e poi di una donna tormentata da mille demoni. Sono anche questo. Ma sono soprattutto il mondo fantastico imbastito dalla mente di un autore fuori dagli schemi e originale come Teodorani, capace di mettere la sua impronta inconfondibile su qualsiasi suo lavoro, che si tratti di prosa o fumetti.

Certo ci sarà chi, rimanendo nell’ambito della sua attività di scrittore, preferirà al tipo di narrativa presentata su questo volume i suo racconti del ciclo romagnolo, più sanguigni, dai dialoghi fulminanti e dall’azione serrata, mentre qui si privilegia un’atmosfera più onirica o rarefatta, ma per gli amanti delle sue opere questo “I Mille Volti di Francesca” rimane un volume imprescindibile, da avere assolutamente.