Recensione: “Incubi incatenati” di Enrico Teodorani

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Dopo averci narrato, molti anni fa, le avventure della pistolera Djustine, una sensuale e curvacea bionda nerovestita in un west orrorifico e surreale, Enrico Teodorani torna di nuovo a realizzare fumetti (stavolta assistito dall’amico Bruno Farinelli) con “Incubi incatenati”, un albo di storie brevi, inquietanti, sensuali e morbose.

Rispetto alle tavole “solari” e spesso ironiche a cui l’autore ci aveva abituato in passato, il tono delle storie qui si fa più cupo: in parte il merito è delle chine di Farinelli, che donano un aspetto più “dark” all’insieme, ma sicuramente il motivo principale è che qui Teodorani si sta mettendo maggiormente in gioco, trasponendo in chiave horror e surreale elementi autobiografici.

Ecco quindi che, diafana, eburnea, quasi fatta di burro, dalle tenebre della notte, persa in un mondo onirico, appare Francesca.

Corvina come una vampira, prosperosa, generosa nel concedersi, anche quando a concupirla contro la sua volontà sono forze oscure e malevole; Francesca (Paolucci) è la moglie e musa ispiratrice di Teodorani, che pazientemente, come una regina nera al centro della sua tela, si presta ad essere protagonista spesso impotente di queste storie torbide e spaventose, che a volte provengono dai suoi stessi incubi notturni o da traumi subiti. Storie che sembrano tante stanze comunicanti. Ogni porta che Francesca apre non introduce mai nell’ultima stanza, quella dove c’è la risposta: ci sarà sempre e solo un’altra porta ancora.

Francesca Paolucci ed Enrico Teodorani, l’una musa, l’altro cantore, l’una esploratrice di mondi inquieti, l’altro narratore dei viaggi della compagna. Ulisse deve scoprire cosa c’è oltre le Colonne d’Ercole, ma senza un Omero a raccontarne le peripezie i suoi viaggi giacerebbero nella fossa comune dei misteri dimenticati. E così nelle storie a fumetti realizzate da Teodorani si capisce che chi racconta è il vero protagonista, solo che fa finta di no, e i lettori fanno finta di crederci, ma senza Omero, Ulisse non esisterebbe più da un pezzo.

Per i fan di Enrico Teodorani un fumetto imperdibile, per chi ancora non ha mai letto le sue opere un’ottima occasione per conoscerlo.