Il fisico e saggista Fritjof Capra ne “La rete della vita”, afferma che l’evoluzione abbia proceduto attraverso accordi di cooperazione e coevoluzione. Di conseguenza, la vita non è solo una lotta di competizione, ma un trionfo di cooperazione e creatività. La prima dimostrazione di questa tesi, si verifica in ambito scientifico, dove si possiedono le prove che, sin dalla creazione delle prime cellule nucleate, si sia fatto ricorso alla cooperazione, senza la quale non si sarebbero mai sviluppate le forme di vita presenti in natura, compresi gli esseri umani.

Esistono diversi studi, in ambito socio-psicologico, che sostengono lo stesso principio.

L’essere umano è di natura sociale, e necessità di far parte di una comunità. La comunità ha lo scopo di insegnare all’uomo, che l’unico mezzo disponibile per raggiungere uno scopo, è quello di unirsi e collaborare con i propri simili. Così come avviene in natura, all’interno del branco. Chi si distacca dalla comunità, e si dedica unicamente al culto delle proprie esigenze, senza prendere in considerazione gli altri, va incontro allo smarrimento e al fallimento. Nell’ambiente sociale sono presenti organizzazioni, nelle quali la cooperazione è fondamentale. Un esempio è l’azienda.

L’ambiente di lavoro è basato sull’organizzazione collettiva, attraverso la suddivisione dei ruoli.

Gli individui hanno lo stesso obiettivo, ed insieme operano per il raggiungimento di uno scopo ben preciso. Senza questa “connessione”, il sistema risulterebbe disastroso. In altri casi, la cooperazione è di grande aiuto dal punto di vista psicologico. Nei centri di recupero per tossicodipendenti, si svolge un vero e proprio lavoro di gruppo. Le persone si dedicano ad attività sociali e creative, vivendo nello stesso ambiente. Il confronto e l’aiuto dei propri simili, velocizza il processo di disintossicazione: una sorta di “effetto placebo”, ovvero di miglioramento dovuto all’influenza sociale, senza dover ricorrere all’uso di farmaci. Può essere definito come “potere dell’unione”. Nessuno si salva da solo, ed ogni essere umano prova un forte bisogno di aiuto.

In conclusione, affermo che esistano due percorsi percorribili, nella vita di ognuno di noi.

Il primo è incentrato sul proprio individualismo, e non tiene conto di ciò che lo circonda. Ignora completamente l’importanza della collettività. È un percorso che può portare alla realizzazione personale, che regala l’adrenalina della competizione. A lungo andare, però, conduce alla rovina. Poiché la società non progredirà mai, seguendo questo sistema. Anche l’ambiente subirebbe gravi danni, dovuti a questo menefreghismo. Il secondo percorso, invece, è quello della collettività. Un percorso per menti intelligenti, che rispettano il mondo. Porta all’armonia, e gode dei benefici che ne derivano. Questo non significa considerare sbagliata la competizione, ma avere la consapevolezza del fatto che si gareggia sempre e solo contro se stessi.

Ricordarsi, quindi, che a volte si è in testa, e a volte si resta indietro. Chi vuole rimanere testa, corra pure da solo. Chi vuole andar lontano, lo faccia in collettività.

Chiara Casanova

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