Risparmiando una « O »

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Risparmiando una « o », rosicchiando un “perché”, limando un “che”, con un “ke”, ecco la soluzione alla crisi, non la crisi finanziaria, ma la crisi di un italiano, un italiano deturpato dalla pigrizia, dalla crisi grammaticale e dalla voglia di una modernità senza senso e utilità.

“K”, abbreviazioni, aggiunte di parole straniere di cui non si capisce il perché, in un contesto arriva un parolone straniero per stupire, per riempirsi la bocca di essere saccente.

Distruggiamo tutto quello che ha un filo sensato, c’innamoriamo del brutto e del selvaggio.

Tutta l’armonia si dilegua, rimane qualche “k”, un cantante dalla esse scivolosa tutto tatuato e un altro con una barbetta da capra a cantare i loro deliri per la massa che li adora come dei sulla Terra, ma falsi e opportunisti essi sono.

Mentre le “k”, continuano, le abbreviazioni non esisteranno più, solo “k, k, k”, e solo rumore, che rimpiazzano l’armonia della vita.

Risparmiando Una « o »…  di Nico Colani

Tratto da VALORI E TRADIZIONI Articoli, Esternazioni, e Commenti su un Mondo che Cambia di Andrea Donniaquio e Nico Colani

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Nico Colani nasce a Genova nel 1957. Si diploma elettricista e in elettronica ed in seguito la sua passione per il digitale lo vede applicarsi da autodidatta in informatica e sviluppo web, poi è titolare per vari anni di una piccola impresa di trasporti. Nico assiste al fiorire di periodi di grande boom industriale ed economico per l’Italia partecipando anche a varie attività sindacali per la tutela dei diritti lavoratori. Eterno pensatore e provocatore, Nico Colani si è sempre impegnato, attraverso vari mezzi di comunicazione come il suo blog decennale di satira “Guanot” e più recentemente con “Il Macigno” ad individuare i grandi paradossi sociali nella vita contemporanea fino ad estrapolarne le sue dissonanze. Il suo è non solo un invito a meditare, ma a sollecitare pareri al fine di aiutare la propria società a ristabilire gli equilibri sociali, culturali ed economici persi nei cambiamenti generazionali dove si è scelto di crescere e maturare senza consapevolezza storica e culturale del proprio paese di origine. Il suo motto è sempre stato “Ruit Hora”, ovvero “Il Tempo Fugge”. Isabella Montwright