Alla riscoperta di Rola Casciotti, pioniera del movimento lgbt

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Una vita intensa e particolare tutta da riscoprire, quella di Rola Casciotti, una autentica pioniera delle lotte LGBT, un nome che in pochi però ricordano.

Partiamo dall’incipit, nata nel 1931 a Rocca di PAPA, un comune dei Castelli Romani.

Diplomata come maestra, fece il servizio militare, diventando tenente, dettaglio questo riportato su tutti i giornali dell’ epoca, come particolare di virilità. Una vita nei tribunali per l’ attribuzione del sesso. La legge puniva qualsiasi medico avesse reso inabile a generare un uomo o una donna, un gesto un po’ folle o di disperazione il 14 gennaio 1954 dopo aver studiato anatomia e anestesia, si operò da sola. Fu ricoverata d’urgenza in seguito ad una violenta emorragia, a questo punto i chirurghi non erano più imputabili del reato di sterilizzazione e nei successivi tre anni con interventi di chirurgia plastica e una cura ormonale riuscì a realizzare il corpo sognato.

Comincia la sua battaglia all’anagrafe per la attribuzione del sesso, riesce ad ottenere una carta di identità con segni particolari “indossa abiti femminili“. Occorreva una sentenza del tribunale, comincia il suo percorso nelle aule dei tribunali. Il caso arriva sulla stampa con tutti i dettagli anche della sua operazione.

Viene travolto un contadino biondo come suo fidanzato, che nei giorni successivi sarà costretto a smentire la notizia.

Rola Casciotti
Rola Casciotti

Arriviamo al novembre del 1962 con una sentenza da Ponzio Pilato Rola Casciotti non è più Rolando, ma neanche Maria. Non ha sesso. Di Rola per alcuni anni non si parla più sulla stampa, scendono i riflettori Rola vive nel paese come donna, ma senza sesso. Finalmente nel 1971 Rola ha 40 anni arriva la sentenza, viene registrata come Carola Rola per gli amici. Nella sentenza si legge che pur avendo dei tratti maschili alla nascita a livello psicologico il carattere che prevale è Donna.

Tra gli articoli va citato uno veramente irrispettoso uscito nel 1966 il signore vuole il visone. Rola Casciotti nel paese è stata circondata dall’ affetto degli amici, della sua famiglia, che l’ha sostenuta nel percorso. Sembrerebbe una fiaba con un lieto fine, invece nell’ aprile del 1981 si è suicidata impiccandosi. Il peso di una lunga battaglia ha avuto le sue cicatrici “Rola Un estraneo il mio corpo“ romanzo di Luciana Balducci, il romanzo è nato con i racconti, le testimonianze del paese, le letture dei giornali.

Rola, una donna tutta da riscoprire, una pioniera delle battaglie.