Salute orale, 8 denti di differenza tra i ricchi e i poveri

Le cure come indicatore di povertà. 

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L’allarme arriva dal venticinquesimo Congresso Nazionale dei Docenti di Odontostomatologia. La salute orale sta diventando sempre più un indice di povertà, al punto che le persone meno abbienti hanno fino a otto denti in meno rispetto a quelle ricche.

Gli italiani e i dentisti.

Già nello scorso ottobre il Rapporto dell’Istat aveva segnalato che nel paniere dei fabbisogni degli italiani il primo posto era riservato al dentista: troppe persone sono infatti costretti a rinunciare alle cure odontoiatriche a causa di costi troppo elevati, con l’assistenza odontoiatrica pubblica fa fatica a decollare, soprattutto per mancanza d’investimenti e scarsità di risorse, e un Paese che si ritrova così al terzultimo posto in Europa per le cure odontoiatriche e con un sistema quasi totalmente in mano alle cliniche private.

Il budget è un aspetto da considerare.

Anche i dati più dettagliati evidenziano questi fattori: il 48 per cento dei pazienti italiani ha abbandonato il “pubblico” e si è rivolto a cliniche private per effettuare analisi, visite e cure a causa delle tempistiche delle liste d’attesa troppo lunghe, mentre un 35 per cento ha puntato sui professionisti privati direttamente per ricevere prestazioni di migliore qualità. La tendenza trova nuova spinta anche grazie alla Rete, dove si fanno largo (e concorrenza) gli studi odontoiatrici, come nel caso di turismodentalelowcost.it, che si propone come dentista low cost e altamente qualificato.

Le cure come indicatore di povertà. 

L’aspetto economico è, come accennato, un elemento prioritario quando si parla di cura dei denti: la salute orale, spiegano gli esperti, si configura come un vero e proprio indicatore di povertà e, allo stesso tempo, come uno strumento epidemiologico di evidenza di costi sociali. D’altra parte, la sensibilità al prezzo è una variabile decisiva nell’orientare la scelta del paziente che, questione particolarmente allarmante, nella decisione di non curarsi per nulla.

Ricerca di risparmio e rapporto di fiducia.

Un sondaggio sull’odontoiatria organizzata realizzata dall’Istituto di ricerca di mercato Key Stone ha rivelato che quasi la metà delle persone intervistate ha scelto gli studi più economici, mentre un terzo dei partecipanti si affida a un professionista con cui ha instaurato un rapporto di fiducia. Il problema resta sempre l’offerta pubblica italiana per e cure odontoiatriche, che risulta carente in modo particolare per le fasce di età più vulnerabili, vale  adire gli individui in età evolutiva (0-14 anni) e le persone ultra-sessantacinquenni.

Non curarsi aumenta i problemi. 

Come detto, se uno degli effetti è il ricorso a soluzioni alternative, si rivela pericolosamente alta anche la quota di persone che rinunciano alle cure per non spendere soldi; anche l’analisi dei problemi e delle patologie orali rivela che la mancanza di intervento è un fattore critico, visto quasi la metà dei 4 miliardi di pazienti che soffrono di guai ai denti sono affetti da carie non trattate o parodontiti.