Senza nome

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Senza nome


Tutto intorno a me è buio, neppure una piccola luce illumina il nero profondo che mi circonda. Ho fretta: devo prendere un treno, ma no, è un aereo, devo far presto perché, si sa, i treni e gli aerei non aspettano.

Ho la testa confusa, non so se ho con me il mio biglietto di viaggio o se l’ho lasciato da qualche parte.

Trascino una grande valigia dove ho stipato, alla rinfusa, abiti, biancheria, scarpe, monili ma la valigia è troppo piena, si apre e lascia sulla via pezzi delle mie cose.
Dove sono i monili? Dove è l’anello con lo smeraldo e quello con i rubini? Me li ha regalati mio marito per le mie feste di compleanno; come troverò il modo di dirgli che li ho persi per mia sbadataggine? Sono sicura che ci resterà malissimo e questo non fa che aumentare la mia ansia: li cerco nella strada buia, non li trovo; riprovo ancora ma i gioielli sono spariti.
Forse l’aereo sta per partire, devo sbrigarmi: ho un appuntamento cui non posso mancare. E’ già tardi, cerco di chiudere la mia valigia ma non ci riesco, continuo a seminare per strada pezzi del mio vestiario.

Mi sembra di intravedere nel buio un taxi, lo chiamo, ma l’uomo non mi sente e corre via.

Mi guardo intorno; il buio si è un po’ diradato e intravedo case e una grande strada, passa un autobus, lo riconosco: è il numero 14, il bus che fa per me; cerco di prenderlo ma l’autobus non si ferma.
Devo sbrigarmi, sono stremata, lotto contro il tempo; ho l’angoscia di venir meno al mio appuntamento, ma come fare? Mi affanno, mi affanno, in una frenesia che mi fa star male, poi all’improvviso mi sveglio: era solo un sogno; un incubo di sogno.


Senza Nome

Articolo di Impera Romani