Sgarbi e la polemica contro la street art

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9 Ottobre 2023 ore 01:01 a Venezia

La torcia è sbiadita, quasi spenta. I contorni del giubbotto salvagente incerti. Il bambini migrante, l’opera realizzata da Banksy a Maggio 2019, sulla parete di un palazzo abbandonato a Rio Novo un canale molto trafficato, l’opera sta sparendo sotto gli schiaffi delle onde, dalla salsedine e dal sole. Il sottosegretario alla cultura, Vittorio Sgarbi, vuole salvare l’opera o rimuovendola mettendola da un’altra parte più sicura o ristrutturandolo. Ma gli Street artist non sono d’accordo, dicendo che “sono opere realizzate per sparire”.

A finalizzare il restauro di Migrant Child sarà una fondazione bancaria dicendo “non ci interessa avere il consenso dell’artista, il murales è stato realizzato in legalmente.

Mi assumo io la responsabilità”. Ma ribattono dicendo che le opere non devono avere l’intervento dell’uomo. Perchè nessuno può possedere un opera. Federico Agnoletto aggiunge “quell’opera dovrà avere la vita che avrà”. Banksy usa i suoi colori da trent’anni conosce la loro durata e non sperava che rimaneva li per sempre. Aggiunge che non possiamo andare contro la sua volontà. In tanti citano il caso di Blu, uno dei più noti street artist italiani che nel 2016, a Bologna, decise di cancellare lui stesso le sue opere per evitare che venissero strappate e messe in mostra. ” Di fronte alla tracotanza di chi si sente libero di prendere per fino i disegni dai muri, non resta che fare sparire i disegni”. Evyrein che ha iniziato l’arte di strada grazie a Banksy. Dice “che un artista può accettare che un opera venga cancellata, ma non ritoccata o rimossa”. “se è proprio necessario si concede di mettere una protezione in plexiglass.

Anita Imperia