Storia di una capinera da Verga a Capocciama

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La location dove vi conduco è proprio una location particolare in provincia di Frosinone. Il Covid19 ha tanti, numerosi difetti, ma è stata anche occasione per riscoprire luoghi dimenticati. Gli scenari all’aperto come cornici per eventi culturali. Ci troviamo ad Arce, alla torre di Campolato o Torre del PEDAGGIO. Una fortificazione posta al confine tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli: “Storia di una capinera“. Requiem punk per capelli. Regia di Ivano Capocciama. Recita Giulia Germani: alternativa, dissacrante, coinvolgente ed avvolgente la rivisitazione in chiave punk della Storia di una capinera di Verga.

Realizzata sabato sera 5 Settembre grazie alla regia di Capocciama ed una straordinaria interpretazione della giovanissima Giulia Germani.

Magistrale l’interpretazione e qui lo diciamo subito: recitare all’aperto con una platea anaffettiva, è un’operazione estremamente difficile. Catturata dal primo istante, rapita anche io ho sentito scorrere tra le mie vene quell’aria glaciale di chi non è “educato” di chi non è pronto al nuovo. La malsana abitudine di lasciare la suoneria del cellulare, il lamento del bimbo, il mangiucchiare i popcorn, il brusio del chiacchiericcio. Recitare cercando il calore di chi invece è rapito: “Tenevamo gli occhi fissi nel cielo e mi pareva che le nostre anime si parlassero attraverso l’epidermide delle nostre mani e si abbracciassero nei nostri sguardi che si incontravano nelle stelle”.. “Perché il rumore di taluni passi si sente col cuore come se il cuore udisse”.

Come da tradizione nei lavori del Capocciama a cui ho assistito c’è una nota introduttiva del professore Gabriele De Ritis.

Il giovane regista ha un curriculum da brivido, maturità classica, laureato in Storia e pratiche delle arti della Musica e dello Spettacolo, laurea specialistica in Studi Teatrali, corso di laurea in regia del teatro musicale. Ha al suo attivo una ricca produzione da Lorca a Goldoni, da Miller a Verga. Relatore in convegni di interesse letterario, teatrale, docente di recitazione e curatore di laboratori teatrali. Per quanto riguarda l’attrice Giulia Germani, 21 anni, si narra che ha impiegato solo 5 giorni per entrare nel ruolo, in occasione della prima teatrale ad Alvito. Questa ad Arce è la seconda replica. Giulia e Maria si sono fuse in un corpo solo. Ad Alvito un bagno di calore nel pubblico.

Giulia è entrata nel mondo del teatro a 13 anni.

Come sia poi catturante il prof Gabriele, lo sanno generazioni di studenti. Dietro le quinte mi dicono che poter realizzare questo spettacolo ad Arce sia stato possibile grazie all’impegno della presidente del consiglio comunale di Arce, la avvocatessa Elisa Santopadre (ps chi scrive è una sostenitrice del genere linguistico) La sensibilità culturale e artistica della Santopadre a chi segue la vita culturale in provincia è nota. Tra gli organizzatori del famoso GallinaRock, di CiociariArte, il suo nome circola in diversi eventi. Il Capocciama nel ringraziarla, ha ringraziato anche il Collettivo Ugualmente, l’associazione di cui fa parte, un’associazione di Frosinone, impegnata contro le discriminazioni. Dietro le quinte in un altro lavoro teatrale Mirandolina recita il presidente dell’Associazione, Stefano Bonvissuto.

Ad Arce il saluto del Collettivo l’ha portato la dottoressa Roberta Cassetti. Storia di una capinera è un lavoro che dovrebbe entrare nelle scuole.