Talutah: dal racconto al corto, al fumetto

119

Da giovanissima la poetessa/scrittrice/fumettista Francesca Paolucci ha scritto diversi racconti western rimasti inediti e che sono andati tutti perduti tranne uno, un “rape & revenge” scritto in prima persona in cui una pistolera indiana senza nome si vendicava di tre uomini che l’avevano violentata e – forse – uccisa.

Diversi anni più tardi, nel 2007, questo racconto ha ispirato un breve cortometraggio western, “I morti non sparano”, interpretato proprio dalla Paolucci nella parte dell’indiana dai lunghi capelli neri. Il regista Stefano Rossi lesse per caso il racconto e la contattò, con l’idea di farne un corto. La Paolucci scrisse di getto un trattamento, da cui poi il marito Enrico Teodorani, anche lui scrittore e fumettista, tirò fuori la stesura definitiva della sceneggiatura. Come nel racconto, il corto ha per cornice la resa dei conti fra l’indiana senza nome e i tre pistoleros, ma, per problemi di location, si decise di tagliare la parte del flashback precedente allo stupro.

Il corto fu girato in due giorni, e nel girato si cercò di mantenere la drammaticità dell’aggressione, tagliando però tutti i particolari più crudi della violenza sessuale.

Successivamente la Paolucci sviluppò l’idea di una possibile serie a fumetti dedicata alla pistolera indiana senza nome che aveva interpretato, e la pensò accompagnata da un mentore di nome Borges, col volto dell’omonimo grande scrittore argentino, ma poi abbandonò il progetto, probabilmente per non sovrapporlo a Djustine, l’altra serie a fumetti di genere western che stava già portando avanti da anni il marito.

Paradossalmente è stato invece proprio Enrico Teodorani che quest’anno ha ripreso il progetto della moglie facendone un albo a fumetti e ribattezzando il personaggio senza nome Talutah (che è stato inspiegabilmente cambiato in Talutea nell’edizione americana del fumetto).