Tre gocce di sangue sulla neve

68

Da bambina la nonna le raccontava una fiaba che ha smarrito nei ricordi. La nonna le raccontava tante cose. Avrebbe dovuto conservarle in un baule per aprirlo nei momenti in cui la banalità e la monotonia vorrebbero dirigere la vita. Davanti al focolare la nonna, “una regina voleva una figlia bianca come la neve”. Crescendo mescolava i ricordi delle fiabe.Sul libro di epica arrivarono le tre gocce di sangue sulla neve, che la facevano fantasticare di amori impossibili. Un tempo andava a sciare, poi aveva appeso i suoi sci, la neve si era allontanata da lei. Sulla neve sentiva maledettamente freddo. Lei era come una lucertola al sole.

Sulla neve aveva detto addio ad uno sciatore tedesco, convinta che fosse la neve ad aver gelato la loro passione.

Dalla letteratura le venivano in soccorso tante storie, che nascevano al sole, al mare. Convinta di aver ormai raggiunto la pace dei sensi, che nulla potesse più ferirla. Scarponi da neve, tuta per la prima volta si riavvicino ad una distesa di neve. Una volta conosceva tutte le piste, i sentieri anche “le trappole”. Aveva dormito nel rifugio, era partita da sola, aveva contattato solo il proprietario del rifugio e prenotato una lezione di sci, consapevole che da sola non avrebbe potuto farcela. La notte aveva dormito male, le erano tormentati i fantasmi del passato. Sulle montagne di Campocatino aveva lasciato sulla neve tante gocce di sangue, quelle gocce le vedeva ogni notte per molto tempo.

Era arrivata al buio, la neve non faceva riflessi.

La mattina appena sveglia appuntamento con il maestro di sci. Confessa subito: “Sono anni che ho appeso gli sci in soffitta”. Il maestro: “per rompere il ghiaccio un bombardino”. Lei: “Ho appeso pure il bicchiere in soffitta”. Prende in mano il bicchiere, il sapore è gradevole, guarda sulla neve e vede il riflesso di tre gocce di sangue. Comincia a piangere. Il maestro è confuso, le tre gocce non sono sangue e la convince a seguirla. “Guarda”, le dice.

“E’ un’installazione di un’artista. C’è una tela. Quel fiore ha delle spine e la regina delle nevi si è punta involontariamente. Sono solo tre gocce di sangue sulla neve, non è un’emorragia”.

Anni dopo in un rifugio, una donna racconta ad una bimba: “Sulla neve c’erano tre gocce di sangue, una principessa sempre triste aveva scoperto che la rosa bisogna maneggiarla con cura”. La donna poi prese il blocco notes: “Non si può scrivere sempre sul sangue delle donne, bisogna cominciare a diffondere con le parole un po’ di ottimismo e creare fiabe che educhino alla rivoluzione sentimentale”.

Storia nata osservando l’artista Paola Peticca sulla neve con una sua tela…