Uno strano amico

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Lollo si girò di scatto, si sentiva osservato, guardò a destra, guardò a sinistra…niente.

Si sedette sul prato e cominciò a leggere la spiegazione di storia.

Frrrrrr, frrrrr….

Lollo fece un balzo in direzione del rumore e, velocemente, scostò il cespuglio.

Per un attimo pensò a un giocattolo, che qualche bambino aveva dimenticato, ma guardando meglio notò chiaramente l’espressione di quel coso cambiare.

Indietreggiò e rimase immobile.

Dopo qualche secondo IL COSO uscì dal cespuglio, stropicciandosi gli occhi.

Lollo era incredulo, quel coso somigliava a E.T., un film che gli aveva fatto vedere il papà.

No, a dir la verità, il suo era più bello e, soprattutto, più verde.

Stranamente Lollo non si spaventò, gli sorrise e lui sorrise, gli fece l’occhiolino e lui lo imitò.

Proprio come era successo ad Elliot e ET.

Lollo si sedette a terra incrociando le gambe e lo stesso fece lo strano essere.

Era alto un po’ meno di lui, tutto verde pistacchio e con dei grandi occhi dolci.

“Se ti parlo mi capisci?”

Coso premette un bottoncino vicino al suo orecchio destro e … “ciao…ho inserito il navigatore linguistico, ora ti capisco e posso risponderti nella tua lingua”.

“Ok…chi sei e da dove arrivi?”

“Sono un extraterrestre, vengo dal pianeta evergreen, ho sei anni e da voi sarei un bambino”

“Come sei capitato qui?”

“Per curiosità, vi osservavo e vedevo che siete troppo strani, a volte troppo divertenti

Vi arrabbiate per sciocchezze, dite bugie e poi dai vostri occhi, a volte, esce dell’acqua, a piccole gocce”.

“Ma non è acqua, sono lacrime e possono venire per una grande gioia, ma anche per un grande dolore”.

“Appunto! Siete strani”

“Noi siamo sempre uguali, non ridiamo, non piangiamo, non litighiamo”.

“Che noia però cosi”.

“Quando ridete, piangete, urlate?”.

“Noi siamo esseri umani, ce ne sono di grandi e di piccoli, di giovani, di vecchi, di donne e di uomini”.

“E poi?”.

Viviamo, c ‘incontriamo…ci sono persone simpatiche e no, persone buone e altre anche no, però tutte, dico tutte ci emozioniamo.

Voglio dire, nel bene e nel male, succede qualcosa dentro di noi, che ci fa battere il cuore…non è facile da spiegare, ci batte per la paura,per la gioia, perché ci innamoriamo…”.

COSO SORRISE…un bel sorriso grande che gli occupò tutto il viso.

Allungò la sua strana mano verso Lollo e gli regalò una carezza delicata e dolcissima.

“Ho provato anch’io qualcosa dentro,quel friccicolio di cui parlavi tu!”

“Allora vi emozionate anche voi”.

“No, questo mi succede perché sono vicino a te”.

Lollo lo invitò a restare, ma Coso doveva tornare nel suo pianeta, dove lo aspettava la sua famiglia.

“ALLORA CIAO” mi ha fatto piacere incontrarti.

“ma io tornerò, e tornerò per riprovare questa bella sensazione che si chiama EMOZIONE”.

Coso rientrò nella sua piccolissima astronave, ma quando si affacciò dall’oblò la sua faccia era tornata quella di un giocattolo.

Certo non aveva vicino Lollo.

Che figata però poter guidare un’astronave a soli sei anni, e pensare che lui neanche poteva provare il brivido di un’emozione per questa possibilità che aveva.

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Una vita al contrario