Vi stupiremo con difetti speciali

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La location dove andiamo è il chiostro di Sant’Agostino a Veroli, dove coraggiosamente si tengono eventi culturali. Promotore di questa interessante presentazione del libro è ovviamente una libreria quella di Ubik di Frosinone. Da poco la Cultura si è ripresa il suo spazio nel rispetto del protocollo delle regole Covid. In questa cornice suggestiva la dottoressa Roberta Cassetti, impegnata a 360 gradi su tante problematiche, ci ha condotto in maniera magistrale alla scoperta di un libro, che dovrebbe entrare in tutte le scuole, un libro particolare.

“Vi stupiremo con difetti speciali” un libro che nasce da un progetto di Luca Trapanese, un papà single, che non ha certamente bisogno di presentazione. Il papà che ha adottato da solo una bimba speciale, che tante coppie hanno rifiutato.

Il Trapanese è il presidente di una associazione, che si occupa di disabilità infantile, che crede nell’inclusione. Raccontare la disabilità per portarla fuori dalle stanze chiuse del circuito, raccontarla attraverso storie scritte ed illustrate, le storie di Alba, Akin e Huang. Le parole sono affidate alla scrittrice Patrizia Rinaldi, le immagini a Francesca Assirelli. Difetti speciali, difetti che possono essere estesi a tutta l’umanità. Coraggioso il progetto dell’inclusione nell’era Covid.

La prima riflessione che mi ha attraversato la mente. Riflessione doverosa essendo un’ insegnante, i ragazzi e le ragazze “speciali” hanno pagato il prezzo più alto in quest’anno scolastico, che ha visto protagonista la didattica a distanza, quella della emergenza.

difetti speciali

L’inclusione e la socializzazione sono state infatti le grandi assenti della didattica a distanza. Coraggioso il libro e coraggiosi i protagonisti sul palco. Il primo grande messaggio che arriva è quello di prendere coscienza della disabilità e a non nascondere la testa come lo struzzo, la società è piena di barriere mentali. Resto in religioso silenzio, mi sono sentita “smascherata” per la prima volta. Da anni incontro studenti disabili, ma uso sempre la parola “speciali”, illudendomi che il microcosmo che vivo sia la palestra della inclusione. In silenzio ho imparato tante cose. Nella cornice suggestiva del chiostro sono emersi tanti aspetti sul mondo della disabilità, la fragilità legislativa e il nodo angosciante “del dopo di noi” chi si prenderà cura