Viaggiando con Maria Lai nella magia laica della Natività in questo tempo “slabbrato”

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Viaggiando con Maria Lai nella magia laica della Natività in questo tempo “slabbrato”. Blocco notes ci sono ancora tanti incipit delle frasi ascoltate a casa di Pietra a via Margutta, Pietra mi ha aiutato a “dipanare i fili” per entrare nel mondo magico e poetico di Maria Lai. In questo tempo slabbrato, che impedisce al sorriso di prendere forma, agli abbracci di materializzarsi, l’arrivo dei nuovo decreto natalizio anche la mia comunicazione con Pietra prende solo “la forma virtuale” con un messaggio mi fa i complimenti, per essere riuscita in poco tempo ad entrare nel mondo di Maria Lai e poi le piace la mia scrittura “emozionale”.

Tempo slabbrato. Il Covid mi ha rinchiuso in quello che io chiamo “convento” dove la scrittura è l’unica compagna fedele, che non mi abbandona, il messaggio di Pietra è linfa, carica vitale.

Blocco notes: Maria Lai fa dei presepi di arte. La Natività è un altro tema della sua ricerca, interpretandolo negli anni sempre con materiali diversi, legno, stoffe, pane, pietre, terracotta. Una ricerca sua, tutta personale in cui narra la nascita di Cristo, l’adorazione dei pastori, l’anno zero, un anno emblematico per la nascita. Un intreccio tra favola e mito. Manufatti di arte povera, ma densi di metafore e allegorie. Minuscole scenografie che racchiudono il cosmo. Ovviamente a casa di Pietra non poteva mancare un presepe della Maria. Ogni presepe di Maria è una versione nuova, inedita. Blocco notes: “parla Pietra”.

Maria Lai amava il presepe come se volesse indagare quello che non può essere espresso e anche con il presepe torna la bambina dentro di se.

Nella sacralità del presepe sembra voglia comunicare lo stupore, la sorpresa. Corro alla ricerca di citazioni di Maria Lai sul presepe. “Amo il presepe, perché come l’arte è un viaggio, ha la possibilità di infinite interpretazioni personali”. In lei emerge anche una laicizzazione tutta personale, quindi diventa uno spazio da comporre ognuno con i suoi personaggi, i suoi paesaggi, i propri santi e anche i pianti. il presepe come metafora della nascita -Blocco notes ancora tanti fili da sciogliere per entrare dentro l’anima di questa artista, che dialogava con la musica della solitudine, danzava a piedi nudi con il dolore, anche con i lutti da elaborare, la tragica morta del fratello.

Blocco notes. Maria Lai aveva dentro di se millenni di silenzi, di poesia, di fili da tessere e Pietra è stata l’amica che per anni ha dialogato con quella musica silenziosa che usciva dal dentro di Maria. Ogni titolo di un’opera ha il suo perché e Pietra ti offre subito una chiave di lettura, ti guida nei meandri con delicatezza, si alza dalla sedia, nonostante la vasta biblioteca sa dove prendere il libro, lo apre e ti mostra il tassello del puzzle, un puzzle magico. Tempo slabbrato Maria Lai aveva un anno quando la spagnola invade e si diffonde arrivano anche allora le mascherine, ci si distanzia, l’otto settembre del 1981 CHIEDE AI cittadini sardi di affacciarsi ai balconi per realizzare il primo monumento di arte pubblica relazionare di passarsi il filo da legare alla montagna.

Marzo 2020 Covid ci chiude dentro casa i balconi diventano uno strumento di “arte pubblica relazionale”, si canta, si suona sui balconi.


Viaggiando con Maria Lai nella magia laica della Natività in questo tempo “slabbrato”