Viaggio a Montmartre, la vita di Suzanne Valadon

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Non perdetevi il libro di J.Storm “la Regina di Montmartre” (ed. Cstelvecchi – Lit Edizioni)

E’ un viaggio nella leggendaria Montmartre nel massimo del suo fulgore e splendore.

Non si tratta della solito ritratto (la parola ci sta……!!)  di Montmartre per turisti ma di un appassionato e rivelatore racconto della vita di una donna a  mio parere femminista “ante litteram”:

Suzanne Valadon, la pittrice francese più nota come madre di Maurice Utrillo.

Fin da giovane ha scardinato lo stereotipo  dell’epoca che la voleva bella, affascinante e seduttrice. Lei non è bella ma affascinante…..sì!!  Non è neanche colta, sa a malapena leggere e scrivere, non le interessano la politica,, la filosofia, le teorie. Insomma vive senza tempo.

Lei vive e basta. Vivere significa dipingere ma soprattutto essere un’artista, ma un’artista donna che vive tra artisti uomini e che usa il fascino che esercita su di loro,  e di cui lei è consapevole, per esprimere la propria arte,  a qualunque costo.

Lei non sa nulla delle scuole d’arte, degli stili, dei manierismi, delle strutture, del movimento impressionista o fauvista, della critica spietata e bigotta.

Lei dipinge e basta, come viene dal cuore e dall’anima, strappando qua e là poche tecniche di base ai suoi compagni artisti. Compagni d’amore e di bevute, di giornate e di serate vissute senza un domani, nell’ebbrezza momentanea che rinvigorisce l’anima e dà orizzonti di senso alla vita.

Donna è donna…..ama con passione, mette al mondo un figlio di cui all’inizio non sa che farsene e lascia alle cure malsane della propria madre. Questo figlio, cresciuto senza padre in una famiglia ma non famiglia composta da nonna e madre  (oggi la chiameremmo famiglia nucleare)   diventerà la ragione della sua vita e l’incarnazione della forza e del coraggio di una  madre “vera”.

Forse amo più la sua figura di donna che la sua pittura sospesa tra naif ed impressionismo.

Amo il suo andare contro tutte le convenzioni, il suo ardore viscerale nei confronti della vita, la passione, la fermezza che l’hanno caratterizzata soprattutto nell’affrontare la malattia del figlio che lei vive semplicemente senza retorica e senza chiedersi perché.

In ogni caso ha vinto, è un’artista e anche suo figlio è un artista. Cosa volere di più ? Chi di noi può dire “ho vinto”?

In fondo, ha una saggezza inconsapevole,  tipica di chi affronta la vita senza teorie, senza princìpi, senza sovrastrutture.  La guida la passione… che si  tratti di vino, pittura, uomini…

Non è neanche sprovveduta a tal  punto da non far fruttare il denaro guadagnato o a lei  ceduto generosamente dai suoi uomini; la vita è cara, vivere d’arte costa caro, le cure per il figlio costano care, rimanere a galla e  non morire costa caro…una donna è una donna!

Leggendo il libro, si può godere di un affresco di Montmartre come centro del mondo, come luogo non luogo, come archetipo di tutte le nostre aspirazioni inconsce incarnate dai tanti artisti, dalle vite storte e  vagabonde  di uomini e donne che pur sono stati uomini e donne reali ma che hanno magicamente vissuto e agito   in un contesto speciale ed unico pur non sapendolo…in buona sostanza, è tutto ciò che noi vorremmo fare ma che non osiamo o non possiamo neanche immaginare.

E’ questo mixer di donna  alle prese con le difficoltà quotidiane della vita  e di donna anticonformista non completamente centrata nella realtà che la rendono una persona (e non un personaggio!) unica nel tempo.

E’ di monito a noi donne del ventunesimo secolo, tutte prese dal lavoro, dal dovere, dal voler dimostrare sempre quanto siamo brave e forti.

Forse dovremmo, come lei, abbandonarci semplicemente alla vita, alle nostre passioni e a diventare quello che siamo, nonostante tutto.

Ciao Suzanne

La regina di Montmartre: La vita di Suzanne Valadon (Italian Edition)