Demands wins: to capitalism of consumers, well beyond the crisis

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Who are Captains of Capitalism?

They are the ones that, with what they do, generate wealth for everyone!
Well, after ten years from the beginning of the economic crisis, who commands?

Let us see,they are not the producers who with the crisis see their goods devalued, not screditers by credit nor consumers who, without credit remain in standby.
So, within this chaos, the Consumer Question becomes the only scarce good offered to the market.
We need an efficient market that is able to do the price of this good.
When the price is made, the role of Consumers become active sending to the exile those od credit who had protected those of the production .

Role, that of the ones spending, to scream: “By purchasing, they give value to the goods, with that spending of money they generate wealth; The consumption of those goods provides reproduction, continuity to the production cycle and substance to economic growth. This is how can be substracted space to debt ”
All this makes the market operators shake, everything moves: the old commanders, first in power, punched the creditors who have ceased protection, while new executives claim space, power, and command for a new government of production processes : The power of demand.

That power that, managed, makes Enterprise investments profitable, arrange production, jobs, employment and new income. It also goes away from that dreadful time that, mainstream economists, define the “secular stagnation”.
A power that urges producers responsibility to make use of resources, including the quality of intangible and environmentally friendly goods as well as the price of those goods.

Well, who else, with what he does, can generate wealth for everyone?

Prosit!

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Chi sono i Capitani del Capitalismo?

Sono quelli che, con quello che fanno, generano ricchezza per tutti!
Bene, a dieci anni dall’inizio della crisi economica, chi comanda?

Vediamo, non i produttori che con la crisi vedono svalutate le loro merci, non gli screditati del credito nè i consumatori che, senza credito, restano in stand by.
Dunque, dentro questo caos la Domanda dei consumatori diventa l’unico bene scarso offerto al mercato.
Occorre un mercato efficiente, che sia in grado di fare il prezzo di questo bene.
Fatto il prezzo, torna attivo il ruolo dei Consumatori che manda in esilio quelli del credito che avevano tutelato quelli della produzione.

Ruolo, quello di chi fa la spesa, da urlare: “Mediante l’acquisto, attribuiscono valore alle merci, con quel denaro speso generano ricchezza; il consumo di quelle merci dispone la riproduzione fornendo continuità al ciclo produttivo e sostanza alla crescita economica. Viene così sottratto spazio al debito”
Tutto questo fare agita gli operatori del mercato, si muove tutto: i vecchi comandanti, prima al potere, prendono a pugni quelli del credito, che hanno smesso le tutele, mentre nuovi dirigenti reclamano spazio, potere e comando per un nuovo governo dei processi produttivi: il potere della domanda.

Quel potere che, gestito, rende vantaggiosi gli investimenti delle Imprese, dispone la produzione, il lavoro, l’occupazione e nuovo reddito. Allontana pure quel tempo lugubre che, gli economisti mainstream, definiscono della “stagnazione secolare”.
Un potere che sollecita la responsabilità dei produttori nell’impiego delle risorse, pure la qualità delle merci magari immateriali ed ecocompatibili, nonché il prezzo di quelle merci.

Bene chi altri, con quello che fa, potrà generare ricchezza per tutti?

Prosit!

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