La fuga del nonno

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L’orario delle visite è finito ed il nonno da un altro abbraccio ai figli ed ai nipoti. Ogni volta sembra che da loro non si vorrebbe mai staccare.

Poi corre alla finestra, ancora una volta li vuole salutare, anche se sa che difficilmente riuscirà a distinguerli, ma sta lì, dietro i vetri, pronto con la mano a salutare.

Povero nonno, oramai anche gli occhi da un po’ di tempo lo hanno tradito, adesso vede solo figure sfuocate, per questo lì dentro al pensionato è finito.

Quel grande palazzo che da un po’ di tempo lo ospita, anche se è caldo e pulito, fin dalla prima volta gli ha dato l’impressione di una grande prigione, dove gli sembra perfino di sentire in l’odore di muffa e di vecchio e che dietro le porte sia sempre in agguato la morte.

Lui sapeva quanto era stato duro anche per i figli prendere quella decisione.

Nessuno l’avrebbe voluto mandare lì. Erano tempi molto duri, dopo la guerra, la povertà abbondava in tante case e sfamarsi era un gran problema e per dormire non era miglio; in una stanza era ammucchiata tutta la famiglia e per il nonno poveretto non c’era nemmeno un piccolo spazio per metterci il letto. E poi lui, non se la sentiva di togliere il mangiare dalla bocca dei nipoti , così un po’dispiaciuto aveva chinato il capo e con un finto sorriso verso l’ospizio si era incamminato. Più il tempo passava e più lui non riusciva a rassegnarsi.

Così un giorno, mentre era davanti alla finestra, sentiva il sole che gli accarezzava il viso. All’improvviso gli era venuta una gran nostalgia di vedere il mare , laggiù era rimasta scritta tutta la sua vita. Così senza stare tanto a pensare, piano piano, cercando di non far rumore, era andato giù per le scale in cerca di quella piccola porta che aveva scoperto gironzolando una mattina.

E via verso la libertà, ma si sentiva un po’ colpevole, come un ragazzino che sta per commettere una grossa birichinata. Come avrebbe fatto a ritrovare la via che lo portava al mare proprio non lo sapeva.

Poi ha lasciato che lo guidasse il cuore, lui certamente sentiva sempre il richiamo del mare. Così lentamente si era incamminato, finchè era arrivato sudato, ma tanto felice di essere arrivato da solo ad arrivare lì e rivedere il mare , che aveva tanto amato. L’amico ed il nemico di tante battaglie che, a volte furioso , come uno straccio lo aveva scrollato o con il soffio del vento dolcemente accarezzato .Ma di lui si era sempre fidato e forse per questo, il mare non l’aveva mai tradito. Poi assaporando profondamente quel l’aria che profumava di mare si mise a cantare e mentre cantava piangeva.

Finalmente solo, poteva sfogare tutto il dolore che aveva nel cuore. Per ore e ore i figli lo hanno cercato e quando lo hanno trovato lì, di fronte al mare, sentendo quel canto pieno di dolore si sono avvicinati e lo hanno abbracciato

Il nonno quando si è ritrovato davanti i suoi figli, ha cercato di asciugarsi le lacrime in fretta, e tutto avvilito ha chiesto perdono.

I figli addolorati gli hanno risposto:” Oh Babbo, perdono, e per che cosa? Se c’è uno che deve perdonare quello sei proprio tu!”

Poi abbracciandolo forte gli hanno detto:“ Ricordati sempre babbo, che noi ti vogliamo tutti tanto bene e adesso alzati, che ti riportiamo a casa .”Il nonno generoso come sempre non ha voluto accettare. Non se la sentiva di togliere anche solo un pezzo di pane dalla bocca dei suoi figli. Così si era girato ancora una volta a guardare il mare e poi camminando lentamente all’ospizio era ritornato. Ma I figli prima di lasciarlo gli hanno fatto una promessa che lo avrebbero portato ha rivedere il mare, tutte le volte che lui l’avesse desiderato. Sentendo quelle parole era tornato indietro e abbracciando i suoi figli dolcemente gli aveva sussurrato: “Vi Amo immensamente figli miei!”

Maria Pia Marchetti