Madre natura sopraffatta dalla divinità maschile.

La natura nella sua maestosità si completa in modo positivo ed anche negativo...

E’ universalmente risaputo che l’essere al femminile rappresenta l’amore, la gioia, la costola vitale del maschio e dopo la procreazione si completa in supporto anche della donna, sia quest’ultima una sorella, una figlia o un’estranea, ed è sempre pronta a capire, aiutare, amare incondizionatamente con quel dono sopra naturale che è l’amore ereditato da Madre Natura.

Purtroppo dobbiamo renderci conto che la natura nella sua maestosità si completa in modo positivo ed anche negativo, da cui provengono i comportamenti sani ed anche quelli estremi generati da menti e soggetti malati o sofferenti in entrambi i generi, dove in alcuni casi fanno rabbrividire la società dei giusti.

Persino i fiori dopo sbocciati, mostrano con fierezza la loro bellezza per rallegrare il Creato, ma non tutti i fiori appartengono al mondo dei giusti, poiché esistono anche fiori spinosi e quelli velenosi.

Personalmente non sono d’accordo sulle infinite mitologie passate, alcune accettabili come letteratura ma non come insegnamento di vita, le quali a mio avviso sono state generate per imbambolare l’umanità secondo gli interessi dei tempi e perfezionate strada facendo con fantasie mitologiche destinate ad acquisire consensi di superiorità da parte di alcuni scervellati per il dominio dell’uomo sull’uomo di entrambi i generi, allo scopo di dominare glorificarsi arricchirsi.

Osservando la Natura con migliaia di specie diverse suddivise in variegati regni, riscontriamo l’importanza nella parità dei valori sia femminili sia maschili i quali si fondono con compiti diversi per la continuità riproduttiva di ciascuna specie all’infinito.

Naturalmente nelle mie limitate conoscenze del sapere nelle diverse differenziazioni nei comportamenti di Genere, mi esprimo solamente sotto il profilo scientifico e trovo non corretto credere nelle rappresentazioni di Divinità esclusivamente Femminili o Maschili, poiché nella storia del mondo con riferimento alle infinite credenze filosofiche Atee, Laiche o Religiose non dimostrabili, secondo la mia personale intuizione gli Dei erano tutti di genere Ibrido, seduti su piedistalli stellari invisibili sempre pronti a stuzzicare l’essere, con periodi di secca o terremoti, sputando fuoco dall’interno della terra, oppure gettando secchi d’acqua o grandinate, in modo che gli uomini si inginocchiassero a chiedere intercessioni di cui gli Dei si glorificavano ed alcuni uomini si arricchivano.

Fra le tante Divinità di allora sino ai nostri giorni, con credenze elaborate in modo sempre più ristretto, tipico dei consommé di gallina per favorire al singolare l’immaginazione di un uomo al dominio del mondo, dando forza a credenze impostate per un maggiore controllo delle masse con la minaccia della scomunica e della sofferenza eterna, ecc., siamo arrivati al Sommo Creatore dell’Universo, non un Mago incantatore, ma un Dio non ibrido, un vero maschio circondato da eserciti di femmine profumate e di bell’aspetto e a prova delle sue prestazioni sessuali, invia sulla terra uno dei suoi tanti figli per confermare che la gioia alla vita eterna in quel Paradiso Stellare non ancora individuato, con tante verginelle che ci attendono lassù, dipende esclusivamente dai nostri meriti nell’accettare le sofferenze inflitte dai volponi in questa valle di lacrime.

Mentre la scienza viaggia per l’infinito alla ricerca del super uomo che tutto da solo ed in brevissimo tempo ha creato il mondo dei giusti e dei balordi, nel frattempo navighiamo la storia alla ricerca dei nostri antenati, i reali nonni dell’umanità per sapere dove ha origine la razza umana in continuo movimento alla ricerca del sapere per una qualità migliore della vita.

Cose da sapere rilevate da http://www.nature.com

Il primo uomo non era africano ma asiatico.

Lo afferma uno studio pubblicato su Nature, che rivela come i progenitori dell’homo sapiens sarebbero nati in l’Asia da dove poi avrebbero colonizzato non soltanto l’Africa. Il paleontologo francese Jean-Jacques Jaeger dell’università di Poitiers, autore dell’articolo, basa le sue affermazioni sullo studio di denti fossili di tre distinte famiglie di primati scoperti a Dur At-Talah in Libia e risalenti a circa 39 milioni di anni fa.

Le creature, primati antropomorfi, sono diverse da qualunque altro ritrovamento visto prima in Africa nello stesso periodo di tempo o antecedente. “Se le nostre idee sono corrette, c’è stata una colonizzazione precoce dell’Africa da parte degli antropoidi che ha segnato un vero e proprio punto chiave della nostra storia evolutiva” dice il dottor Christopher Beard, del Carnegie Museum of Natural History e co-autore dell’articolo.

Secondo lo scienziato, questi ritrovamenti si possono spiegare in due modi: o fra i reperti fossili finora scoperti in Africa c’è un “gap evidente” nonostante più di 100 anni di spedizioni e ricerche nella regione – o gli antichi primati sono venuti da un altro continente. In questo caso, secondo i paleontologi, la zona potrebbe essere l’Asia, perché lì sono stati scoperti resti fossili di primati antecedenti ai resti africani.

L’albero genealogico della specie umana, con ogni nuova scoperta di fossili, diventa sempre più complicato. I punti da chiarire sono ancora tanti.