Affinché questo periodo non sia l’inizio della fine, ma la fine dell’inizio; è arrivato il momento, di chiederci, non che cosa il paese può fare, per noi, ma cosa, noi, possiamo fare per il paese.

Incominciando a vedere le cose, da questa prospettiva, ci accorgiamo che, nel passato, ci sono le certezze del presente e le speranze del futuro.

Basta rileggere i corsi e ricorsi storici di Giambattista Vico. In sintesi, la storia, quindi, come tutte le scienze, presenta delle leggi, dei principi universali, di un valore ideale di tipo platonico, che si ripetono, costantemente, allo stesso modo e che costituiscono il punto di riferimento per la nascita e il mantenimento delle nazioni. In altre parole, quello che è accaduto nel passato, potrebbe ripetersi, in un prossimo futuro. Il segreto consiste, nell’avere quel pizzico di pazienza, di saper aspettare.

Vediamo alcuni esempi:

La peste che colpì l’Europa tra il 1347 e il 1351, diventando per secoli la malattia per antonomasia, rappresentò una delle più grandi catastrofi della storia europea. Dopo quel nefasto periodo, nacque il rinascimento. Un periodo artistico e culturale della storia d’Europa, che si sviluppò, in Italia, soprattutto, a Firenze, tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna, in un arco di tempo che va all’incirca dalla metà del XIV secolo fino al XVI secolo.

La peste del 1630.

È la terribile epidemia che si scatenò nel Nord Italia, tra il 1630 e il 1631, decimando la popolazione e infuriando, con particolare virulenza, nella città di Milano, allora tra le più popolose della regione. E’ descritta, nelle pagine finali, del romanzo, I promessi sposi, di Alessandro Manzoni. In particolare nei capp. XXXIXXXII. Viene ricostruita la diffusione del morbo e le sue drammatiche conseguenze (la descrizione del romanziere è rimasta giustamente celebre ed è ricordata tuttora come uno dei momenti più alti della sua opera letteraria).

L’epidemia si propagò facilmente, anche grazie allo stato di estrema povertà e privazione, in cui il popolo si trovava, dopo due anni di terribile carestia. Anche, in questo caso, dopo quel drammatico evento, si sviluppo l’illuminismo. L’illuminismo fu un movimento politico, sociale, culturale e filosofico, sviluppatosi intorno al XVIII secolo, in Europa. Nacque in Inghilterra, ma ebbe il suo massimo sviluppo in Francia, poi in tutta Europa e raggiunse anche l’America.

Il termine illuminismo è passato, a significare, genericamente, qualunque forma di pensiero, che voglia illuminare la mente degli uomini, ottenebrata dall’ignoranza e dalla superstizione, servendosi della critica, della ragione e dell’apporto della scienza.

La seconda guerra mondiale. Dopo di essa, ci fu il boom economico.

Lascio a voi immaginare, cosa potrebbe sorgere, dopo il coronavirus.


Nel passato, le certezze del presente e le speranze del futuro.