Brexit, niente passi avanti tra Londra e UE sui temi più caldi

93

Il terzo round tra Londra e Bruxelles riguardo la questione Brexit continua a far male all’economia britannica. Il capo del team di lavoro dell’Unione Europea – Michel Barnier – è uscito dal confronto con il Regno Unito parlando di qualche progresso, ma sottolineando pure che “sui temi principali non ci sono stati progressi decisivi“. Probabilmente anche per questo da parte dell’Europa c’è stato l’assenso a rendere i prossimi incontri più frequenti. Richiesta avanzata dalla Gran Bretagna, che evidentemente adesso ha fretta di accelerare il processo di uscita dalla UE.

I fronti caldi della Brexit

Le questioni che creano maggiori tensioni tra i due fronti sono sostanzialmente 3. La prima è la spesa a carico della Gran Bretagna per l’uscita (Londra non è disposta a pagare più di 40 miliardi di euro, cifra molto inferiore gli oltre 60 miliardi chiesti da Bruxelles). La seconda è la sorte dei cittadini europei e il futuro della frontiera tra Irlanda e Irlanda del Nord.

E’ chiaro che il protrarsi dell’incertezza crea un danno all’economia britannica e alla sua valuta. Strategia e tecniche forex intraday trading suggeriscono agli investitori di essere molto prudenti rispetto al pound, che sta scontando questo clima di incertezza da molto tempo. Incertezza che si traduce in prudenza (se non pessimismo) quando si passa all’operatività sui mercati.

Le ripercussioni sull’economia GB

Nel frattempo anche l’analisi dei dati economici non evidenzia uno scenario positivo per il governo di Sua Maestà. Gli ultimi report evidenziano un calo della fiducia dei consumatori, mentre il tasso di crescita dei salari reali continua ad essere negativo. Nel corso del secondo trimestre dell’anno, l’economia si è espansa al ritmo dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. Ad un passo quindi più lento di quello avuto alla fine del 2016. Secondo le previsioni della Bank of England, la crescita economica potrebbe arrivare all’1,7% quest’anno e all’1,6% nel 2018. Ma secondo molti sono dati ottimistici.

Intanto proprio la Bank of England è chiamata a prendere delle decisioni delicatissime. A giugno 3 membri votarono per l’aumento dei tassi di interesse; a luglio soltanto uno. Segno che la fiducia nella crescita è un po’ calata dopo gli ultimi dati. Del resto se applichiamo la strategia Fibonacci forex al cambio euro-sterlina, vediamo che le prospettive non sono positivi per il pound. La coppia si è infatti avvicinata di nuovo ai massimi storici verso quota 0,94. Continuando di questo passo, potrebbe davvero esserci un valore alla pari tra euro e sterlina. Tenuto conto di questo contesto, è quasi certo che nei prossimi mesi ci sarà la prosecuzione della politica economica espansiva. Anche perché c’è pure il problema inflazione da considerare: la dinamica dei prezzi non mostra infatti segnali di accelerazione attestandosi al 2,6% nella release di luglio.