Il carcere dei sogni

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Mi sono soffermata abbastanza sull’intestazione recante il titolo: Adesso basta! L’unica cosa che mi è venuta in mente è il grido “muto” che esce da ognuno di noi, noi giovani, noi ragazzi che abbiamo dei sogni e non abbiamo la possibilità di realizzarli.

Basta a chi crede di poter decidere sul futuro dei figli senza averne prima parlato con i medesimi; basta a chi crede di poter giudicare l’una o l’altra aspirazione, l’uno o l’altro percorso universitario intrapreso, l’uno o l’altro lavoro; basta a chi crede che basta renderci la vita impossibile per rinunciare ai nostri sogni. Basta a chi crede di non essere il meglio, basta a chi crede che sia meglio nasconderli quei sogni che vengono giorno dopo giorno rinchiusi in un carcere da cui forse non usciranno mai.

Ci inculcano tante e troppe falsità, sul lavoro, le prospettive economiche. Che è meglio essere ciò che vorrebbero e non ciò che vorremmo. Ci dicono che sbagliamo a credere che basta ribellarsi per ottenere qualcosa a noi caro, ci dicono che è inutile battersi per i propri ideali, ideali che oramai non esistono nemmeno più.

Dobbiamo renderci conto che c’è gente lì fuori che prova ogni giorno a spezzare le ali di chi ha il coraggio di essere se’ stesso, di chi ha il coraggio di essere diverso, diverso da chi statico e immobile segue le volontà di una società che ci rende sempre più macchine e non umani. 

Dobbiamo crederci nelle nostre potenzialità , in ciò che siamo e vorremmo essere, nei nostri sogni e nelle nostre aspirazioni.

Usciamo dal carcere dei sogni e diamoci una possibilità . Svegliamoci e realizziamoci.

Abbiamo il coraggio di essere per noi e non per gli altri.

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