A Dio, a sé, al prossimo si pòne

Dall'undicesimo canto dell'Inferno di Dante

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A Dio

Sempre nascosti dietro lʼavello di Anastasio II, per ripararsi dal terribile olezzo che risale dal baratro infernale, i due poeti stanno confabulando fittamente, dando lʼimpressione di due congiurati.

In realtà, stanno semplicemente ingannando il tempo – come se fosse facile! – in attesa di abituare lʼolfatto al fetore tremendo, per riprendere il viaggio in tutta tranquillità, e il maestro ne sta approfittando per rendere edotto lʼallievo sulla composizione dei tre cerchi digradanti che dovranno visitare di lì a poco, nonché sulla tipologia degli ʻospitiʻ.

A Dio, a sé, al prossimo si pòne far forza, o meglio contro di loro e i loro averi, come capirai attraverso una spiegazione esauriente. La morte violenta e i ferimenti dannosi colpiscono lʼuomo, e nei suoi beni distruzioni materiali, incendi dolosi e ladrocini; per cui gli omicidi e chi ferisce un altro con danno di costui, chi devasta le città e le riduce in rovina, li tormenta tutti il primo girone suddivisi in diverse schiere”.

A Dio, a sé, al prossimo si pòne … continua su dantepertutti.com del 18.1.2018