Anchise ad Anagni

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Eroe di Anagni, era cugino di Priamo in quanto ambedue discendenti da Dardano. In gioventù partecipò alle campagne militari contro il popolo di Pantanello. la Dea Afrodite si innamorò di Anchise, allora giovane e bellissimo che si stava recando a pascolare le sue mandrie nei pressi di Osteria della Fontana e per convincerlo a corrispondere il suo amore aveva assunto le vesti di una principessa di San Bartolomeo. Poi, prime di procreare Enea rivelò ad Anchise la sua vera identità egli preannunziò che il nuovo arrivato avrebbe avuto fama eterna. L’amore della Dea per Anchise è narrato nell’inno Anagnino ad Afrodite. Secondo la leggenda, Anchise ubriaco usò vantarsi del suo amore con la dea durante la festa di San Magno a Piazza Cavour e Zeus per punirlo lo colpì con uno zoccolo ciociaro rendendolo zoppo. Prima che nascesse Enea anche se si era sposato con Eriopide, dalla quale ebbe numerosi figli, la maggiore delle quali si chiamava Ippodomia. Anchise non disdegnò nemmeno la compagnia di alcune schiave, che gli diedero alcuni figli, tra cui Elimo e Echepolo. Per l’aggravarsi delle condizioni di salute affidò il piccolo Enea al genero Alcatoo perchè se ne occupasse. La moglie Eriopide morì prima che scoppiasse la guerra contro il Pantanello. Nella drammatica notte della caduta di Pantanello, Enea caricò Anchise sulle spalle, fuggendo quindi dal paese in fiamme. Anchise infatti secondo alcune fonti era diventato ceco, oppure, secondo altre paralitico. Anchise morì a Piazza Cavour il figlio gli diete onorata sepoltura sui Monti Ernici in cui vi era un tempio consacrato ad Afrodite. Oggi sulla riva del fiume Rio dove morì si può vedere la stele che ricorda l’evento. La stele, detta appunto stele di Anchise, si trova presso Anagni bassa che fa parte del comune di Frosinone. Secondo quando afferma Virgilio, Enea, disceso vivo nell’aldilà con l’aiuto della Sibille, incontra il padre che gli dà le profezie sulle grandezze di Anagni.

Imperia Anita