Parodia di un Amore Finito

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Dopo che il nostro amore è finito, la mia ex un giorno, con una scusa, venne a trovarmi per prendere delle cose rimaste, forse vista la mia disponibilità di farla entrare in casa, gentilmente senza accennare nulla, iniziò un discorso e alla fine, prima di congedarsi, mi disse: “non troverai una come me”,

io gli ho risposto: “speriamo in Dio”,
e lei: “vedremo”,
ed io: “speriamo”,
e lei: “stai sicuro”,
ed io: “certamente”,
e lei: “ti meriti una stronza”,
ed io: “mai come te”,
e lei: “sei un bastardo”,
ed io: “maleducata rimbambita”,
e lei, risata satanica,
ed io: “ridi ridi che la mamma ha fatto i gnocchi”,

e lei: “non menzionare mia mamma”,
e io “ma tienitela stretta quell’arpia”,
e lei: “non ti permettere, guai,
ed io: “perché se no?”,
e lei: “perché ti tiro la prima cosa che trovo”,
ed io: “guarda nella borsetta magari trovi il vibratore”,
e lei “meglio il vibratore che il tuo”,
ed io: “ma stai tranquilla che piuttosto che venire con te vado con un trans”,
e lei: “con te neanche un trans riuscirebbe a stare”,
ed io: “ma pensa per te che non ti vogliono nemmeno per farci il brodo”,
e lei: “ora vai a fanculo”,

ed io: “ma tu non puoi nemmeno fare quello con quel cofano che ti ritrovi”,
e lei : con gli occhi fuori di testa e un sorriso forzato: “non ti preoccupare che a qualcuno il cofano piace”,
ed io: “immagino che sia un povero morto di fame della serie, basta che respira”,
e lei: “ non ti preoccupare pensa alla tua zoccoletta delle medie, le hai comprato lo zaino di Barbie? “
ed io: “tranquilla la gelosia ti fa diventare isterica”,
e lei: “non mi chiamare isterica, psicopatico”,
ed io: “ma stai zitta donna cannone; vai al Luna Park e fatti sparare sulla luna, anzi no! Se no oscuri la terra”,
e lei: “ha ha ha, quanto sei spiritoso Richard Gere dei poveri, che neanche le vecchiette della bocciofila ti cagano”,
ed io: “ma pensa per te che non ti chiamano più per fare la befana perché la scopa non decolla dal troppo peso”,

e lei: “adesso hai rotto i coglioni sparisci da casa mia se no chiamo i carabinieri”,
ed io: “ guarda cocca che sei in casa mia”,
e lei si guarda in giro: “è colpa tua che mi hai trattenuta”,
ed io: “ma guarda che non ti tiene nessuno; vai pure e non prendere l’ascensore se no si blocca”,
e lei: “testa di cazzo vai a raccontare le favole alla tua bambina, ridicolo”,
ed io: “va bene hai ragione, dai vai adesso”,
e lei: “vado via quando lo dico io”,
ed io: “ora chiamo io i carabinieri”,
e lei: “chiamali vediamo se hai il coraggio”,
ed io la guardo in silenzio senza dire nulla,
e lei: “ora sì che vado, addio”, apre la porta e la sbatte,
ed io grido: “deficiente sbatti la porta di casa tua idiota”.

Passano 10 secondi e suona alla porta, NON È FINITA, RICOMINCIAMO

Nico Colani

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Nico Colani nativo di Genova. Si diploma elettricista e in elettronica ed in seguito la sua passione per il digitale lo vede applicarsi da autodidatta in informatica e sviluppo web, poi è titolare per vari anni di una piccola impresa di trasporti. Nico assiste al fiorire di periodi di grande boom industriale ed economico per l’Italia partecipando anche a varie attività sindacali per la tutela dei diritti lavoratori. Eterno pensatore e provocatore, Nico Colani si è sempre impegnato, attraverso vari mezzi di comunicazione come il suo blog decennale di satira “Guanot” e più recentemente con “Il Macigno” ad individuare i grandi paradossi sociali nella vita contemporanea fino ad estrapolarne le sue dissonanze. Il suo è non solo un invito a meditare, ma a sollecitare pareri al fine di aiutare la propria società a ristabilire gli equilibri sociali, culturali ed economici persi nei cambiamenti generazionali dove si è scelto di crescere e maturare senza consapevolezza storica e culturale del proprio paese di origine. Il suo motto è sempre stato “Ruit Hora”, ovvero “Il Tempo Fugge”. Isabella Montwright