Camminando con la donna decapitata

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Camminando in questo tempo slabbrato, un tempo in cui le donne pagano il doppio l’invasione di Covid in una Roma, che non ha la magia pre-natalizia, mi viene incontro una donna decapitata: una donna senza testa. Chi narra che i tempi moderni sono “perversi e violenti” nei confronti della donna, dovrebbe viaggiare nel tempo a scoprire che per le donne non è mai stato facile. Antonietta Longo, il giallo della decapitata di Castel Gandolfo, uccisa due volte dall’assassino e dalle indagini.

Un delitto che ancora oggi non riesci a spiegarti, ovvero uno dei casi di “cronaca nera “più seguiti negli anni 50.

La location è il lago Albano, 10 luglio 1955 due uomini passeggiano, forse terrorizzati trovano il corpo di una donna nudo e senza testa. Una testa che non sarà mai ritrovata. Primi rilievi un orologio di poco valore segna le 3 e 33, smalto alle unghie e pure ai piedi. Vengono trovati un orecchino ed una foto. Pochi giorni dopo si scopre il suo nome, siciliana, faceva la domestica a Roma, era stata segnalata la scomparsa.

Antonietta aveva solo 30 anni. La Longo aveva prelevato tutti i suoi risparmi e preparato due borse. La sua vita in due borsoni. Nei giorni precedenti con una lettera aveva annunciato che si sposava, non indicando il marito. Prime ipotesi ha passato gli ultimi giorni con “il marito”. Durante le indagini alla stazione Termini ai depositi spuntano i due borsoni. Si indaga sulle persone, che frequentava nei giorni liberi, Si ipotizza che si fosse innamorata di un serial killer.

Il caso viene archiviato, ogni tanto un colpo di scena.

Una lettera anonima alla famiglia dove lavorava parla di un aborto, che dalle nuovi indagini non è escluso, visto i tagli sull’addome. Sono gli anni ipocriti dell’aborto clandestino, viene interrogato un amico. 1987 un pescatore trova una testa, si ipotizza la sua testa. Le analisi dicono che è un cranio maschile, pensa un uomo decapitato del quale non si è mai trovato il corpo. Al museo della criminologia sono conservati l’orecchino e l’orologio.

Anni dopo, ma tanti anni dopo un pronipote si mette a studiare la vicenda della prozia Indagini che vanno e vengono l’ipotesi del contrabbando, troppi risparmi per una domestica, I SOLDI prelevati non sono mai stati ritrovati. L’indagine si sposta sul dottor GASPARRI dove faceva la cameriera, una sarta aveva dichiarato di averle allargato la gonna, perché incinta di lui. ma anche la pista del Gagliardi venga archiviata. Indagini successive alla donna era stato asportato l’utero e l’ovaio destro.

La vicenda in quegli anni ebbe un’eco intensa.

Entrava, infatti, nei pruriti di un ‘Italia in cui i panni sporchi si lavano in famiglia, una domestica con lo smalto alle unghie e ai piedi, un vezzo riservato alle donne della borghesia, altrimenti è indice di”facili costumi”Troppi risparmi per una domestica ipotesi di contrabbando, ma anche pagare il silenzio per”quella che poteva essere una relazione scabrosa”con un uomo sposato. La pista poi dell’aborto clandestino, sono gli anni in cui le donne”del popolo”muoiono sotto i ferri delle mammane, sono gli anni in cui i bambini”figli della colpa”vengono abbandonati nelle”ruote”vengono esposti.

La donna decapitata per rendere difficile subito la sua identità.

donna decapitataUna donna uccisa due volte: in un’intervista all’Unità il medico dell’autopsia dirà che la polizia gli mise fretta, pur consapevole dell’inadeguatezza degli strumenti del tempo. La donna decapitata resta un altro mistero della cronaca nera, che vado raccogliendo nelle pagine “della cultura”. In questo tempo slabbrato questa volta vado camminando con una donna senza testa, che sembra essere una metafora delle donne “che perdono la testa per amore” e lei la testa la ha persa veramente, la sua testa non si è mai ricongiunta al suo corpo. Cammino con una donna senza testa, il cuore l’aveva presa sotto braccio dicendole ti porto a fare una minchiata. Si accarezza il ventre, la gonna allargata le sta ancora stretta. Nel suo ventre sono finiti i sogni di una giovane del Sud, emigrata per lavorare. Una donna con “le farfalle allo stomaco” che sognava il matrimonio.

Sulla stampa non era ancora arrivato il femminicidio. è ancora l’Italia del delitto d’onore.


Camminando con la donna decapitata