Funghi: proprietà, valori nutritivi, benefici e controindicazioni

Questi vegetali furono per lungo tempo associati spesso alla stregoneria, ed incutevano diffidenza e paura.

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Scopriamo le proprietà nutrizionali e benefiche, nonché le controindicazioni, dei funghi, considerati un tempo “cibo degli dei”.

I funghi sono conosciuti fin dai tempi più antichi, soprattutto perché spesso si rivelavano mortali. I Greci li guardavano con sospetto e li consideravano velenosi; gli Egizi li definivano “erbe dell’immortalità” e “cibo degli dei” e ne proibivano il consumo al popolo; i Romani reputavano che trasmettessero forza e per questo li destinavano ai soldati, ma nello stesso tempo li associavano alla morte.

Un episodio storico, forse una leggenda. Narra dell’assassinio dell’imperatore romano Claudio, da parte della moglie Giulia Agrippina (che fece poi salire al trono il figlio Nerone) avvenuto nell’anno 54, dopo avere mangiato funghi velenosi.
Comunque, questi vegetali furono per lungo tempo associati spesso alla stregoneria, ed incutevano diffidenza e paura.

Cosa sono i funghi

Erano classificati come piante, ma poi sono stati considerati un facenti parte di un “Regno”, con il nome scientifico di Fungi.
I funghi sono degli organismi vegetali, che si distinguono per il fatto di essere sprovvisti di fiori, foglie, steli e radici. Sono privi anche di clorofilla, per cui non in grado di sintetizzare da soli le sostanze nutritive utili alla loro sopravvivenza: per questo motivo devono ricorrere alle piante verdi, con le quali costituiscono una vera e propria simbiosi.

La grande famiglia dei funghi è costituita da molti generi, tra i quali lieviti e muffe. Esistono circa 100mila specie di funghi, viventi in acqua e sulla terra, delle quali alcune sono allucinogene, una piccola percentuale (1-2%) sono velenose e molte sono utilizzate a scopo officinale.
C’è da dire che, anche se la maggior parte dei funghi è commestibile, sono pochi quelli veramente gradevoli da mangiare, in quanto gommosi, gelatinosi o legnosi, e perché emanano un cattivo odore o un sapore sgradevole. Solo una ventina di specie risultano gustose, e diverse possono essere anche coltivate, come per esempio il boleto, il prataiolo, il pleurotus, lo shiitake ed il tartufo.

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