Nessuno di noi sa con esattezza cosa gli aspetta, ed il futuro fa crescere le nostre aspettative: ci può dare speranza e gioia così come ci può deludere e dare sofferenza. Non ci sta cosa più vera quando ci viene detto che siamo noi, solo noi, gli artefici del nostro destino; poiché siamo noi a prendere le decisioni più difficili…quelle che possono cambiarci la vita per sempre. Ed è proprio per questo motivo che nella società di oggi i giovani sono al centro dell’attenzione. Non si fa altro che discutere su cosa li aspetta in un Paese in cui la crisi ha influito molto negativamente sul futuro del loro lavoro, sul futuro incerto del loro vivere.

La crisi occupazionale, dunque, ha sconvolto tutti quanti…ci ha toccati uno per uno, singolarmente.

Ma quelli che ne restano coinvolti maggiormente, senza dubbi, sono i giovani. Ragazzi diplomati, laureati, uscenti quindi da anni ed anni di sacrificio con i migliori pensieri, credendo quindi, al termine delle scuole, di poter vivere al meglio questa vita. Ma in realtà cos’hanno davvero in pugno questi ragazzi se non dell’aria pesante di chi ha sogni distrutti?

Idee di cambiamenti, pensieri e parole che non verranno mai pronunciate, paure e preoccupazioni che peseranno come un macigno sul cuore di ciascuno di loro. Un’altro problema che differenzia il nostro Paese è proprio questo: nessuno ascolta e da voce ai giovani, nessuno crede nelle loro potenzialità e nessuno cerca di capirli davvero…o almeno, non del tutto. Ed è per questo che risalta agli occhi di tutti che l’Italia -a differenza di altri Paesi- non investe come si dovrebbe sulle nuove generazioni, di conseguenza a questi giovani non rimane altro che trasferirsi all’estero con la speranza che, almeno lì, qualcuno riconosca le loro qualità e le sfrutta al meglio.

A mio parere, si dovrebbe dar peso alle parole dei giovani se davvero si vuole cambiare qualcosa nel nostro Paese, altrimenti non vi rimarrà nessuno di noi.

2 COMMENTS