Perché Harry Potter è e resterà nel cuore di (almeno) una generazione

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Always. Se hai letto e ti sei appassionato alla saga di Harry Potter, questo amore sembra essere destinato al per sempre. Perché? Perché è la miglior storia mai esistita? Perché ha portato novità nel genere di libri per ragazzi?

Non esattamente. Non metto in dubbio il talento da scrittrice della Rowling, anzi ritengo che il suo genio non si sia fermato al solo stile di scrittura. Un espediente che si è rivelato importante nel portare la storia di Harry e dei suoi amici nel cuore dei lettori è stato anche l’averli accompagnati nella crescita. In altre parole, i giovani lettori sono cresciuti con e come Harry. Libro dopo libro, anno dopo anno. Harry Potter non è, infatti, un semplice volume con un inizio e una fine, che una volta cresciuti riponiamo nello scaffale dei libri da bambini, ma è una saga composta da sette libri il cui stile si adatta anche all’età dei protagonisti, che ritroviamo cresciuti di un anno per ogni libro. Si può, quindi, annoverare tra i romanzi di formazione, nei quali il lettore è testimone dell’evoluzione del protagonista, dall’infanzia all’età adulta.

Avete notato quante differenze ci sono tra il primo e l’ultimo libro? Nella caratterizzazione dei personaggi, nello stile di scrittura, nel tipo di scene, nell’evolversi della storia. Si tratta di cambiamenti che avvengono in maniera graduale, ma percepibile. Nel primo libro ci sono i cattivi e i buoni, che rispettivamente corrispondono ai “persecutori” e alle vittime, mentre più avanti impariamo che anche i buoni hanno dei lati cattivi e viceversa: l’amorevole James Potter era un gradasso come Malfoy nei suoi anni ad Hogwarts, il saggio Silente è stato in combutta col temuto Grindelwald, il subdolo Codaliscia ha avuto pietà per l’orfano Harry, il bullo Dudley ha dimostrato riconoscenza a suo cugino per averlo salvato dai Dissennatori, tanto per citare alcuni esempi. Per non parlare del professor Piton, la rivelazione forse più sconvolgente di tutta la saga: l’insegnante più severo con Harry si rivela infine colui che lo ha protetto più attivamente di ogni altro dal giorno stesso in cui morirono i genitori.

Queste diverse sfaccettature che i personaggi rivelano a poco a poco sono la testimonianza di quanto sia riduttivo considerare per bambini questa saga. Nei libri per bambini, infatti, i buoni sono solo buoni e i cattivi sono solo cattivi. Qui, invece, la caratterizzazione dei personaggi non è così semplice, proprio come nella realtà, dove il comportamento di una persona è il risultato di una serie di fattori tra i quali il passato e le emozioni occupano un ruolo preponderante. Questa è la complessità e il fascino degli esseri umani.

Nel 2015, dopo che i sette libri della saga e i relativi film avevano già conosciuto l’apice del successo e le case editrici si stavano preparando a pubblicare il seguito, la Salani, casa editrice che ne cura le edizioni tradotte nel nostro Paese sin dalla prima pubblicazione (nel 1998) ha condotto una ricerca per capire l’impatto che il mondo di Hogwarts e i suoi intrecci hanno avuto sugli under 30. Interrogando e osservando il comportamento di giovani tra i 18 e i 30 anni e di bambini tra i 5 e i 13, è risultato che i giovani che hanno letto almeno uno dei libri della saga leggono mediamente il doppio rispetto a chi non si è mai avvicinato alla storia scritta, e attribuiscono anche ad essa il loro interesse per la lettura. Pare, inoltre, che questi abbiano gusti più eterogenei, una personalità più aperta e un’indole più ottimista e sicura di sé rispetto ai non lettori di Harry Potter. Per quanto riguarda i bambini, negli ultimi anni gli stimoli a cui vengono sottoposti sono decisamente maggiori rispetto a quando la saga ha raggiunto il maggiore successo (tra il 2001 e il 2002) ma essa continua comunque a rappresentare un punto di riferimento insieme a pochi altri classici. Un fatto che lo può testimoniare è la crescita delle vendite dei suoi libri dal 2010: nel 2015 i nuovi lettori sono stati circa 6,6 volte di più rispetto a quelli raggiunti nell’anno della prima uscita in italiano, il 1998. Si tratta di un nuovo record dopo il picco di vendite registrato tra il 2001 e il 2002, picco che ora resta praticamente impossibile da raggiungere benché l’interesse venga periodicamente riacceso anche grazie a nuove edizioni, nuove traduzioni (tra le 79 lingue in cui si può leggere la storia di Harry Potter ci sono anche il greco antico e il latino) e ai film di ‘Animali fantastici’ in programma.

Gli anni passano, i libri per ragazzi aumentano, ma il primo libro della saga fantasy più amata tra i giovani resta nella classifica dei bestseller, e i prodotti ad essa ispirati non sembrano passare di moda per quella che non esita a definirsi la ‘generazione Harry Potter’.