I giochi degli ex bimbi del Rione La Palma

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I giochi degli ex bimbi del Rione La Palma.

Anni ’60, Altro che internet. I giochi li inventavamo.

Non si buttava niente: i torsoli delle pesche si lavavano e diventavano il gioco delle 5 pietre.
Ora le cinque pietre le userebbero per fare terapia ai bimbi, logicamente facendoti pagare.
Un cordoncino diventava il gioco da intrecciare con le dita.
La palla contro il muro per le bambine, diventava un gioco di abilità perchè si facevano le giravolta per acchiappare la palla, con una mano, su due piedi ecc.
Il pallone per i bimbi.
Il girotondo…con “esce”chi non ha fratelli. Tutti avevamo a iosa fratelli e sorelle.
La fune corta e quella lunga tenuta ai due capi dove si entrava al dritto e al rovescio…oppure si entrava in gruppo.

C’era sempre quello/a che faceva sbagliare tutto il gruppo, qualcuno fisso si incavolava e andava via a dirlo alla mamma.

Il gioco del “pincaro”, le biglie di vetro con il tracciato nella terra polverosa, luna monda , il nascondino in tutto il quartiere e poi “chiesa”, libera tutti.
D’estate i semi dei meloni si passavano sotto l’acqua con il cola pasta e poi si mettevano nelle buste del pane ad asciugare al sole, per poi mangiarli la sera.
Le mamme oppure certe mamme leggevano  Grand Hotel, Intimità e Confidenze, mentre le figlie oppure con le figlie si leggevano i fotoromanzi con Jean Mary Carletto, Claudia Rivelli….(non ricordo in questo momento i nomi degli attori dei fotoromanzi)….
C’era Diabolik (il mio preferito) e Kriminal (non mi piaceva) c’era Tex. Topolino era uno spaccato della vita…quanto mi piaceva.

Si aprivano i semi dei cachi con il coltello, per veder se al centro c’era la forchetta, il coltello o il cucchiaio.

Le corse nelle strade…e tantissime non erano ancora asfaltate, le sbucciature sempre e comunque, ma non risalivamo a casa certo a medicarci sennò non ci facevano più scendere…le nostre ginocchia sembravano carta vetrata.
Le ciucciose (quei fiori di campo gialli) …tagliate e mangiate.
Il primo regalo che ricevetti da un bambino della mia strada del quartiere: uno gnomo di plastica dura, aveva la tutta rossa, era piccolissimo.
Ricordo che quando me lo regalò con solennità mi disse:”Conservalo, così quando lo guardi ti ricordi di me!”
Aveva il nome di chi me lo aveva regalato scritto nella gobba dello gnomo:i Pier Luigi Massa,.

Nessun estraneo alla famiglia mi aveva regalato qualcosa.

Per me era preziosissimo, ricordo che l’avevo conservato in un astuccio blu e l’avevo nel mio armadio a casa di mamma poi, nella mia casa da sposata.
L’ho conservato per tantissimi anni….poi è arrivata mia figlia ed è sparito…insieme alla distruzione del mio album Panini delle Motociclette….
Quando vidi tutte le foto delle moto rotte, per poco non mi venne un colpo.
Non ero mai riuscita a terminarlo ed avevo un sacchissimo di foto doppie e triple.
Un altro tassello di ricordi….è andato.
Però sta diventando ….quasi una malattia….tantissimi ricordi!


I giochi degli ex bimbi del Rione La Palma