Il bacio malandrino tra Fedez e Rosa

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Dopo il bacio tra Fedez e Rosa Chemical pare che si sia aperto il vaso di Pandora. Non è da adesso che c’è la manifestazione Gay in Tv e nei Gay Pride, perché solo ora anche qualche sinistro trova inappropriato tale situazione?

Che lo faccia la destra va benissimo, perché coerente con il concetto di famiglia tradizionale. Ma dalla sinistra che privilegia solo inclusività? Che vede un’Italia razzista ovunque? In tutti i modi si spera che questa ennesima buffonata pubblica dia un segnale per un ritorno alla normalità senza propaganda gender. Veniamo al mio concetto sulla femminilizzazione maschile.
Volete domandarvi perché una certa casta vuole gli uomini Fri Fri?
Questa metamorfosi è iniziata circa 40 anni fa, quando hanno cominciarono a farsi le sopracciglia ad ali di gabbiano. Da lì non si sono più fermati, anche se il processo è stato lungo. Ad oggi vediamo gli effetti soprattutto sui più giovani.

La cosa che deve fare riflettere è la voce di alcune categorie di politici che portano avanti il discorso su gender.

Fatevi la domanda: ma ai politici perché sta loro a cuore il gender? Semplice: perché sono alimentati dalla casta Gay e che a loro volta è alimentata da personaggi mondiali che pur non essendo gay vogliono destabilizzare la presenza maschile, renderli ibridi, dopotutto, eliminare la personalità dei maschi è un fondamento per avere il pieno controllo. Fortunate le donne che non sono prese nel gioco perché i manovratori sono maschilisti e non pensano che la donna possa essere un pericolo per i manovratori mondiali. E così assistiamo allo splendore femminile che si rafforza sempre di più mentre l’uomo piano piano sparisce e rimarrà un ricordo nel museo delle cere.
Ci auguriamo che possa accadere un qualcosa per ritornare alla normalità senza condizionamenti e che chi vuol essere gay lo sia, nella sua completa normalità di vivere in pace con se stessi senza voler diventare i primati assoluti.

Nico Colani: http://nicocolani.altervista.org

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Nico Colani nativo di Genova. Si diploma elettricista e in elettronica ed in seguito la sua passione per il digitale lo vede applicarsi da autodidatta in informatica e sviluppo web, poi è titolare per vari anni di una piccola impresa di trasporti. Nico assiste al fiorire di periodi di grande boom industriale ed economico per l’Italia partecipando anche a varie attività sindacali per la tutela dei diritti lavoratori. Eterno pensatore e provocatore, Nico Colani si è sempre impegnato, attraverso vari mezzi di comunicazione come il suo blog decennale di satira “Guanot” e più recentemente con “Il Macigno” ad individuare i grandi paradossi sociali nella vita contemporanea fino ad estrapolarne le sue dissonanze. Il suo è non solo un invito a meditare, ma a sollecitare pareri al fine di aiutare la propria società a ristabilire gli equilibri sociali, culturali ed economici persi nei cambiamenti generazionali dove si è scelto di crescere e maturare senza consapevolezza storica e culturale del proprio paese di origine. Il suo motto è sempre stato “Ruit Hora”, ovvero “Il Tempo Fugge”. Isabella Montwright